NewsLetter del lunedi

BANDO ISI AGRICOLTURA 2019 - 2020 - INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA REALIZZAZIONE DI INTERVENTI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO - DOMANDE FINO AL 24 SETTEMBRE 2020

Con l’Avviso pubblico Isi Agricoltura 2019-2020 l’INAIL finanzia investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro in attuazione dell’articolo 1, commi 862 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016), attraverso la pubblicazione di singoli Avvisi pubblici regionali/provinciali ed in conformità all’articolo 11, comma 5 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche ed integrazioni. Dell’avviso è stata data comunicazione con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 168 del 6 luglio 2020. Il bando intende incentivare l'acquisto o il noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricole e forestali, caratterizzati da soluzioni innovative per l'abbattimento delle emissioni inquinanti, la riduzione del rischio rumore, il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali delle aziende agricole. Possono accedevi le microimprese e le piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli di cui all'allegato I del regolamento (UE) n. 702/2014. Lo stanziamento complessivo pari a 65 milioni di euro viene ripartito:

• 53 milioni di euro, asse di finanziamento riservato alla generalità delle imprese agricole;

• 12 milioni di euro, asse di finanziamento riservato agli imprenditori giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria.

Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell'IVA nella misura del:

• 40% per i soggetti beneficiari dell'asse dedicato alla generalità delle imprese agricole;

• 50% per i soggetti beneficiari dell'asse dedicato agli imprenditori giovani agricoltori.

Il finanziamento massimo erogabile è pari a euro 60.000,00; il finanziamento minimo è pari a euro 1.000,00. La domanda compilata e registrata, da presentarsi entro il 24 settembre p.v., esclusivamente in modalità telematica, dovrà essere inoltrata allo sportello telematico per l'acquisizione dell'ordine cronologico, secondo le regole tecniche che l'istituto pubblicherà sul proprio portale.

 

 

CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO - ULTERIORI INDICAZIONI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

Con il decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. «Decreto rilancio»), ora convertito dalla L. n. 77 del 17 luglio 2020, nell’ambito del Titolo II dedicato al «Sostegno all’impresa e all’economia», è stato introdotto, dall’articolo 25, un contributo a fondo perduto, erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate e destinato ai soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid 19”. In merito l’Agenzia ha già fornito le prime indicazioni con la circolare n. 15/E del 13 giugno 2020. Anzitutto precisiamo che è attiva la procedura per l’invio dell’istanza: la richiesta può essere inviata entro il  13 agosto 2020; gli eredi, invece, possono presentarla fino al 24 agosto 2020. Dal 15 giugno sono più di 890 mila gli ordinativi di pagamento emessi per un importo complessivo 2,9 miliardi di euro. Le somme sono accreditate direttamente sui conti correnti di imprese, commercianti e artigiani. Ad oggi sono 1.208.085 le istanze di contributo a fondo perduto provenienti da tutto il territorio nazionale.

Nella circolare viene affrontata un’ampia casistica di soggetti che possono usufruire del contributo in questione. Dalle società in liquidazione volontaria, agli esercenti arti e professioni (iscritti alla gestione separata INPS) non in possesso dei requisiti per godere del contributo previsto dall’articolo 27 del decreto legge n. 18 del 2020; dalle associazioni di promozione sociale, ai consorzi tra imprese; dagli agenti e rappresentanti di commercio agli Studi associati composti da professionisti iscritti alle Casse di Previdenza; dalle società artigiane con soci professionisti all’imprenditore individuale edile (non artigiano) che svolge contemporaneamente attività professionale.

 

 

NUOVO BANDO MACCHINARI INNOVATIVI - AL VIA LA PREDISPOSIZIONE DELLE DOMANDE

A decorrere dal 23 luglio 2020 è stato avviato l’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, relativo al primo dei due sportelli agevolativi previsti, in favore di programmi di investimento innovativi finalizzati a consentire la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI mediante l’utilizzo delle tecnologie abilitanti afferenti al piano Impresa 4.0 ovvero a favorire la loro transizione verso il paradigma dell’economia circolare. Le modalità di presentazione delle domande sono state definite dal Ministero dello Sviluppo Economico nel decreto direttoriale 23 giugno 2020 che prevede altresì, al termine della procedura di presentazione della domanda, il rilascio del “codice di predisposizione domanda”. Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate esclusivamente tramite procedura informatica accendendo nell’apposita sezione “Accoglienza Istanze” e cliccando sulla misura “Nuovo Bando Macchinari Innovativi. Per accedere alla procedura informatica bisogna essere in possesso di una casella PEC attiva (nel caso di PMI la PEC utilizzata deve risultare la medesima comunicata al Registro delle imprese) e della Carta nazionale dei servizi, oltre che del PIN rilasciato con la stessa Carta. L’iter di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni è articolato nelle seguenti fasi:

a) compilazione della domanda, a partire dalle ore 10.00 del 23 luglio 2020;

b) invio della domanda di accesso alle agevolazioni, a partire dalle ore 10.00 del 30 luglio 2020.

 

 

TAX CREDIT SALE CINEMATOGRAFICHE - PUBBLICATI GLI ELENCHI DEI BENEFICIARI

Con decreto direttoriale del 27 luglio 2020 della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo sono pubblicati gli esiti delle istruttorie effettuate sull’ammissibilità delle richieste pervenute, in relazione al riconoscimento del credito d’imposta definitivo per gli investimenti nelle sale cinematografiche. Il Decreto contiene l'elenco dei beneficiari e i relativi crediti d'imposta. Il Ministero per i beni e le attività culturali - Direzione generale Cinema e audiovisivo, precisa che, tale pubblicazione, costituisce comunicazione di riconoscimento del credito d'imposta, pertanto non si procederà all'invio a mezzo PEC delle singole comunicazioni di riconoscimento. Lo sconto finale è riconosciuto, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge n. 220 del 14 novembre /2016 (Disciplina del cinema e dell'audiovisivo) e dell’articolo 12 del D.M. 15 marzo 2018 (Disposizioni applicative in materia di credito di imposta per le imprese di produzione cinematografica ed audiovisiva), per la realizzazione, il ripristino e l’aumento degli schermi o per l’adeguamento strutturale e il rinnovo degli impianti di sale cinematografiche alle imprese di esercizio cinematografico italiane.

 

 

TERZO SETTORE - BANDO NAZIONALE DA OLTRE 12,6 MILIONI DI EURO - DOMANDE DA PRESENTARE ENTRO IL 1° SETTEMBRE 2020

L’“Avviso n. 2/2020 per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell’articolo 72 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117” mette a disposizione del Terzo settore risorse per 12.630.000,00 euro. La Direzione Generale del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha, infatti, approvato il decreto direttoriale n. 234 del 9 luglio 2020 che individua le modalità attuative del bando che finanzia le iniziative e i progetti di rilevanza nazionale ai sensi dell'art. 72 del Codice del Terzo settore. Il finanziamento ministeriale complessivo di ciascuna iniziativa o progetto, a pena di esclusione, non potrà essere inferiore a euro 250.000,00 né superare l’importo di euro 750.000,00, così da promuovere lo sviluppo di sinergie partecipative tra gli enti proponenti, evitando al contempo la frammentazione degli interventi. La quota di finanziamento ministeriale, a pena di inammissibilità, non potrà superare:

- l’80 % del costo totale del progetto approvato qualora esso sia presentato e realizzato da associazioni di promozione sociale o da organizzazioni di volontariato anche in partenariato tra loro;

- il 50% del costo totale della proposta approvata qualora essa sia presentata e realizzata da fondazioni del Terzo settore.

Le proposte progettuali che prevedono una partecipazione, in regime di partenariato, di fondazioni con associazioni di promozione sociale e/o organizzazioni di volontariato, potranno richiedere un finanziamento non superiore al 50% del costo totale previsto, indipendentemente dal numero di fondazioni coinvolte e dal ruolo assicurato da esse all’interno del progetto.

Potranno essere finanziati progetti di durata compresa tra 12 e 18 mesi. Le iniziative e i progetti di rilevanza nazionale devono essere presentati, pena l’esclusione, in forma singola o in partenariato tra loro, da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e fondazioni del Terzo settore iscritte nel registro unico del Terzo settore, anche attraverso le reti associative di cui all’articolo 41 del D.lgs 117/2017 e s.m.i. . Anche per l’anno 2020, nelle more dell’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore e ai sensi dell’articolo 101, comma 2 del Codice, il requisito dell’iscrizione al suddetto Registro deve intendersi soddisfatto da parte degli enti sopra indicati attraverso la loro iscrizione, alla data di adozione dell’atto di indirizzo sopra citato, ad uno dei registri attualmente previsti dalle normative di settore, ovvero i registri delle associazioni di promozione sociale nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano e i registri delle organizzazioni di volontariato delle regioni e delle province autonome; per le fondazioni del Terzo settore il requisito si intende soddisfatto attraverso l’iscrizione all’anagrafe delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale. Per la presentazione della domanda di finanziamento dovrà essere utilizzata, a pena di esclusione, la modulistica predisposta dal Ministero del Lavoro. La documentazione indicata, dovrà pervenire, pena l’esclusione, entro e non oltre le ore 15.00 del 1° settembre 2020. La procedura di valutazione adottata è a graduatoria fino alla concorrenza delle risorse disponibili e richiede, ai fini dell’ammissibilità, il superamento di una soglia minima di punteggio per ogni domanda.

 

 

L. N. 77/2020 - PUBBLICATA LA LEGGE DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34/2020 - IL C.D. “DECRETO RILANCIO” - DETTATE MISURE URGENTI PER LA SALUTE, L’ECONOMIA, IL LAVORO E LE POLITICHE SOCIALI

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio 2020 - Supplemento Ordinario n. 25, la Legge 17 luglio 2020, n. 77, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decretolegge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonchè di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”. Con la legge di conversione il legislatore ha introdotto importanti e significative misure finalizzate a sostenere le imprese e l'economia in questo particolare momento di difficoltà scaturito dall'emergenza epidemiologica dovuta alla diffusione del COVID-19. Gli interventi riguardano non solo l'introduzione di contributi a fondo perduto, la concessione di crediti d'imposta, il rifinanziamento di fondi a sostegno delle imprese, il rafforzamento delle start-up innovative e delle PMI innovative, ma anche la previsione della concessione di veri e propri aiuti di Stato in parziale deroga agli stringenti vincoli fissati dalla normativa europea. Le iniziative assunte dal nostro legislatore si collocano all'interno della cornice normativa europea con particolare riferimento alle condizioni ed ai limiti di cui alla comunicazione della Commissione

europea C (2020) 1863 che definisce il “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

 

 

OPZIONE PER LA CESSIONE O SCONTO IN LUOGO DELLE DETRAZIONI FISCALI

L’articolo 121 del Decreto Rilancio, modificato dalla legge di conversione, consente ai soggetti che sostengono negli anni 2020 e 2021 spese per taluni interventi, compresi quelli finalizzati al risparmio energetico degli edifici e quelli antisismici, nonché per quelli ammessi al Superbonus, di optare, in luogo dell'utilizzo diretto della detrazione spettante in dichiarazione, alternativamente: - per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, fino a un importo massimo pari al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest'ultimo recuperato sotto forma di credito d'imposta di importo pari alla detrazione (c.d. sconto in fattura), con facoltà di successiva cessione di tale credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari; - per la cessione del credito corrispondente alla detrazione, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari. In particolare, ai commi 1 e 1-bis:

1) è stato precisato che il credito di imposta è di importo pari alla detrazione spettante e che può essere ceduto anche a istituti di credito e gli altri intermediari finanziari (comma 1, lett. a) e b));

2) è stato previsto che la trasformazione della detrazione in credito di imposta opera solo all’atto della cessione ad altri soggetti;

3) è stata introdotta la possibilità di esercitare la predetta opzione in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori (comma 1-bis).

Ai sensi del comma 2, le norme suddette si applicano alle spese relative agli interventi di: a

) recupero del patrimonio edilizio;

b) efficienza energetica;

c) adozione di misure antisismiche;

d) recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti(cd. bonus facciate);

e) installazione di impianti fotovoltaici;

f) installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

E’ stato infine precisato che, per l’esercizio dell’opzione per via telematica, è consentito avvalersi anche dei soggetti abilitati alla presentazione telematica delle dichiarazioni, individuati dall’articolo 3, comma 3 del D.P.R. n. 322 del 1999, ovvero:

a) gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro;

b) i soggetti iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria;

c) le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori nonché quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;

d) i centri di assistenza fiscale per le imprese e per i lavoratori dipendenti e pensionati;

e) gli altri incaricati individuati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.

 

 

CREDITO D’IMPOSTA PER LA SANIFICAZIONE E L’ACQUISTO DI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE - ESTESO ALLE STRUTTURE RICETTIVE A CARATTERE IMPRENDITORIALE

L’articolo 125 riconosce ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, agli enti non commerciali, compresi gli Enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti e, per effetto delle modifiche apportate dalla legge di conversione, anche alle strutture alberghiere a carattere imprenditoriale in possesso di specifici requisiti di legge, un credito d'imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute, nel 2020 e per un massimo di 60.000 euro, per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Viene dunque abrogato il credito d’imposta per la sanificazione precedentemente disciplinato dall’articolo 64 del D.L. n. 18 del 2020 e successivamente modificato dall’articolo 30 del D.L. n. 23 del 2020. Più in dettaglio, il comma 1 riconosce ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione e agli enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti, un credito d'imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti. Con la legge di conversione, il credito d’imposta è stato esteso anche alle strutture alberghiere a carattere imprenditoriale, purché siano in possesso del codice identificativo, da utilizzare in ogni comunicazione inerente all’offerta e alla promozione dei servizi all’utenza, previsto dall’articolo 13-quater, comma 4, del D.L. n. 34 del 2019. Il credito d'imposta spetta fino ad un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l'anno 2020. Scopo esplicito della norma è di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione del virus Covid-19. Il comma 2 individua le spese agevolabili. Si tratta in particolare delle spese per:

a) la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l 'attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell'ambito di tali attività;

b) l'acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;

c) l'acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;

d) l'acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;

e) l'acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Il credito d’imposta è utilizzabile o nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di sostenimento della spesa, oppure in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (comma 3). Il comma 4 affida a un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate il compito di stabilire criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta, al fine del rispetto del limite di spesa suddetto. Il comma 5 abroga il previgente credito d’imposta per la sanificazione, di cui l’articolo 64 del D.L. n. 18 del 2020 e all’articolo 30 del D.L. n. 23/2020, convertito dalla L. n. 40/2020.

 

 

CONVERSIONE DL RILANCIO – DISPOSIZIONI PER IL SETTORE ALIMENTARE

E’ stata pubblicata in G.U. la legge di conversione del cosiddetto DL Rilancio, che contiene alcune disposizioni riguardanti il settore alimentare. All’art. 133 si dispone che l'imposta sul consumo delle bevande analcoliche, altrimenti definite edulcorate, ovvero i prodotti finiti e i prodotti predisposti per essere utilizzati come tali ottenuti con l’aggiunta di edulcoranti, sostanze di origine naturale o sintetica, in grado di conferire sapore dolce alle bevande, rientranti nelle voci NC 2009 e 2202 della nomenclatura combinata dell'Unione europea, e aventi un titolo alcolometrico inferiore o uguale a 1,2 per cento in volume, decorre dal 1° gennaio 2021. Ricordiamo che l’imposta è a carico dei seguenti soggetti:

a) il fabbricante nazionale ovvero il soggetto nazionale che provvede al condizionamento a consumatori nel territorio dello Stato ovvero a ditte nazionali esercenti il commercio che ne effettuano la rivendita;

b) l'acquirente, all'atto del ricevimento di bevande edulcorate provenienti da Paesi appartenenti all'Unione europea;

c) l'importatore per le bevande edulcorate importate da Paesi non appartenenti all'Unione europea.

E’ previsto all’art. 181 per le imprese di pubblico esercizio (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie, birrerie ed esercizi similari, bar, caffè, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari) in possesso di autorizzazioni all’utilizzo del suolo pubblico, l’esonero per il periodo dal 1° maggio al 31 ottobre 2020 del pagamento della relativa tassa e del canone. Nello stesso periodo è possibile presentare per via telematica all’Ente locale domande di nuove concessioni per l’occupazione di suolo pubblico o per ampliamento delle superfici concesse allegando la planimetria.

Sempre fino al 31 ottobre 2020 i soggetti di cui sopra possono utilizzare per la loro attività su spazi aperti d’interesse culturale e paesaggistico (strade, vie, piazze, etc.), strutture amovibili quali pedane, tavolini, sedute etc., senza la relativa preventiva autorizzazione e senza vincoli temporali. Anche le imprese esercenti il commercio su aree pubbliche titolari di concessioni o autorizzazioni per l’utilizzo temporaneo del suolo pubblico sono esonerati per il periodo dal 1° marzo al 30 aprile 2020 dal versamento della relativa tassa o del relativo canone; per cui hanno diritto al rimborso dal Comune degli importi già pagati. Per le imprese di cui sopra in possesso della concessione di posteggio in scadenza entro la fine dell’anno il titolo, se non già riassegnato, viene prorogato per dodici anni secondo linee guida del MISE e modalità indicate dalle regioni, fermo restando la sussistenza dei requisiti di onorabilità e professionalità in capo al titolare dell’impresa ed in mancanza di gravi e comprovate cause di impedimento temporaneo all’esercizio dell’attività. Le imprese in possesso sempre dei suddetti requisiti non rientranti nei procedimenti di selezione o che non hanno visto riconfermata l’assegnazione della concessione, dietro disposizione della Regione, possono richiedere al Comune l’assegnazione di concessioni per posteggi liberi o istituiti ex novo. Secondo l’art. 182, in considerazione dei riflessi negativi sull’attività delle imprese dei settori commerciali, della ristorazione e della ricettività determinati, nelle aree di alta densità turistica, dalla notevole riduzione dei flussi turistici a causa del COVID 19, per permettere a tali attività di poter essere sostenute, l’ISTAT con apposite misure può operare una riclassificazione dei codici ATECO relativi alle predette attività che metta in evidenza il nesso turistico territoriale. Infine, all’art. 222 viene stabilito che le imprese agricole ed agroalimentari possono ottenere un contributo a fondo perduto, con un valore massimo di € 100.000, dell’80% delle spese relative a progetti di sviluppo dei processi produttivi innovativi e di tracciabilità dei prodotti utilizzando tecnologie blockchain, entro i limiti indicati dalle norme europee riguardanti gli aiuti de minimis. I criteri, le modalità e le procedure relative all’erogazione dei contributi saranno fissati da un decreto emanato dal MIPAAF di concerto con il MEF.

 

 

DECRETO LEGGE N. 83/2020 - PROROGA DELLO STATO DI EMERGENZA E COMUNICAZIONI DI SMART WORKING

È stato pubblicato in G.U. il DL n. 83/2020 con il quale il Governo ha disposto la proroga dello stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020. In virtù di tale intervento, la validità di tutte le norme legate allo stato di emergenza è prorogata al 15 ottobre 2020. Tra le disposizioni interessate dalla proroga si segnala l’art. 90 del D.L. n. 34/2020 a mente del quale i datori di lavoro privati possono fare ricorso alla modalità di lavoro agile anche in assenza degli accordi individuali previsti dal D.Lgs. n. 81/2017. Ne consegue che la modalità di lavoro agile può continuare ad essere applicata anche in assenza degli accordi individuali e le comunicazioni al Ministero del Lavoro potranno essere effettuate con la procedura semplificata attualmente in uso e consistente nell’invio del solo file excel con i dati dei lavoratori che svolgeranno l’attività lavorativa in tale modalità. Fino al 15 ottobre 2020 non deve quindi essere comunicato nessun accordo individuale o autocertificazione. Vi segnaliamo, inoltre, che il diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile da parte dei genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, è prorogato fino al 14 settembre 2020.

 

 

EMERSIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO E RILASCIO DI PERMESSI DI SOGGIORNO TEMPORANEO CIRCOLARE CONGIUNTA MINISTERO DEL LAVORO E DELL’INTERNO

Il Ministero del Lavoro ed il Ministero dell’Interno hanno fornito alcuni chiarimenti in merito ad alcuni profili lavoristici legati alla procedura di emersione di cui all’articolo 103 del D.L. n. 34/2020. I profili affrontati dalla circolare sono, in particolare, i seguenti:

• modalità per l’avvio o la prosecuzione dell’attività lavorativa in attesa della definizione della procedura di regolarizzazione;

• cessazione del rapporto di lavoro nelle more della procedura di regolarizzazione e subentro di altro datore di lavoro;

• datore di lavoro plurimo nelle domande di regolarizzazione per lavoro domestico e assistenza alla persona;

• tipologie contrattuali che possono essere oggetto del procedimento di regolarizzazione;

• regolarizzazione in favore di lavoratori titolari di permessi di soggiorno per richiesta asilo;

• accesso alla procedura di regolarizzazione di un lavoratore straniero regolare con un contratto di lavoro in corso di validità.

 

 

PROROGA DOCUMENTO REGOLARITÀ CONTRIBUTIVA (DURC ON LINE). ISTRUZIONI INPS

È stato abrogato l’articolo 103, comma 1, del D.L. n. 18/2020, disposizione che aveva stabilito che i Durc on line in scadenza tra il 31 gennaio ed il 15 aprile 2020 conservassero validità fino al 15 giugno 2020. A seguito di tale abrogazione, per i Durc on line trova applicazione il regime di proroga previsto dall’art. 103, comma 2, del D.L. n. 18/2020, a mente del quale tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi in scadenza tra il 31 gennaio ed il 31 luglio 2020 conservano validità per i 90 giorni successivi alla cessazione dello stato di emergenza. Sulla materia è intervenuto l’Istituto con proprio messaggio nel quale viene precisata la scadenza della validità dei Durc on line che riportano nel campo Scadenza validità una data compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, che pertanto viene estesa al 29 ottobre p.v. (90 giorni dopo la fine dello stato di emergenza, che fino al 30 luglio u.s. era fissato al 31 luglio 2020). Di conseguenza, sia i contribuenti per cui è stato prodotto il Durc on line entro la forbice di date sopra riportata ovvero i richiedenti a cui è stata comunicata la formazione dello stesso documento devono ritenerne estesa la validità fino al 29 ottobre 2020. Un’ulteriore precisazione del messaggio 2998 riguarda l’esclusione dalla disciplina in esame delle casistiche di contratti pubblici di beni e servizi riportati nell’art. 8 del DL 76/2020, per i quali il comma 10 dello stesso articolo 8 esclude l’applicazione della proroga.

Si precisa infine che le richieste di verifica della regolarità pervenute sia prima che dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione (19 luglio u.s.) saranno trattate secondo la disciplina generale in materia di Durc.

 

 

FORMAZIONE NELL’APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE DURANTE IL PERIODO DI CASSA INTEGRAZIONE NOTA DELL’ISPETTORATO NAZIONALE DEL LAVORO

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito indicazioni in merito alla possibilità di svolgere la formazione di base e trasversale in modalità e-learning o FAD, per apprendisti con contratto professionalizzante, durante il periodo di cassa integrazione.

L’Ispettorato Nazionale, nel rispondere ad una richiesta di parere dell’Ispettorato interregionale del Lavoro di Milano, ha evidenziato che non è possibile svolgere attività formativa durante il periodo di cassa integrazione a zero ore, dal momento che in tale periodo è sospeso sia il rapporto di lavoro che l’obbligo formativo. L’obbligo formativo, in tal caso, potrà essere assolto nel periodo di proroga del rapporto di lavoro: l’art. 2 del D.Lgs. n. 148/2015, infatti, nel ricomprendere i lavoratori in apprendistato professionalizzante tra i destinatari dei trattamenti di integrazione salariale prevede espressamente, al comma 4, che “alla ripresa dell’attività lavorativa a seguito di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, il periodo di apprendistato è prorogato in misura equivalente all’ammontare delle ore di integrazione salariale fruite. Al contrario, in caso di riduzione dell’attività lavorativa, ferma restando la proroga del contratto, è possibile attivare la formazione in modalità e-learning o FAD – ove prevista dalla disciplina regionale - nelle ore in cui viene svolta la prestazione lavorativa.

 

 

WHATSAPP BUSINESS – UNA NUOVA FRONTIERA PER L’ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE AGLI ASSOCIATI

Facendo seguito a quanto già pubblicato sull’argomento, si rammenta che Confartigianato Imprese Cosenza ha attivato un nuovo servizio di informazione alle imprese associate, a mezzo WhatsApp, denominato, per l’appunto, WhatsApp Business.

Tutte le notizie e le novità inerenti alle varie categorie saranno veicolate attraverso tale nuova modalità, semplice, fruibile, sintetica, di facile e immediata consultazione.

Per rendere il servizio efficiente e applicabile nell’immediato, occorre che l’associato registri nella rubrica del  proprio telefono-cellulare il numero telefonico della scrivente che è il seguente: 0984/73955, comunicando a questa Associazione, in risposta alla presente informativa, il proprio numero di cellulare sul quale ricevere le comunicazioni.

 

 

AGENTE E RAPPRESENTANTE DI COMMERCIO – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione per agente e rappresentante di commercio, obbligatorio ai sensi della legge n. 204/1985.

Lo stesso è rivolto a coloro i quali intendono intraprendere tale professione e che, in virtù di ciò, interagiscono quotidianamente con realtà economiche di diversa natura.

Il percorso formativo è costituito da lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, al termine delle quali i partecipanti che avranno frequentato almeno l’80% delle ore previste dal programma saranno sottoposti a verifica di apprendimento.

Agli stessi sarà rilasciato un attestato di abilitazione per l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, valido su tutto il territorio nazionale.

La frequenza di un apposito corso di formazione è fondamentale per intraprendere l’attività, presso la CCIAA competente per territorio.

Il corso è finalizzato alla formazione di figure professionali che abbiano contezza delle tendenze di mercato e siano, quindi, in grado di intervenire sulle promozioni di vendita/servizi.

La competenza sviluppata permette di definire il rapporto con il cliente ricevendone gli ordini e riscuotendone i crediti, oltre a consentire l’apprendimento di abilità riguardanti i rapporti commerciali e di rappresentanza.

Scopo finale, dunque, è formare figure professionali in linea con i criteri dettati dalla Legge 204/85 di disciplina della materia.

 

 

ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DEL COMMERCIO DEI PRODOTTI DEL SETTORE MERCEOLOGICO ALIMENTARE E ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE AI SENSI DELL'ART. 41 DELLA L.R.18/85 – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA 

È in programmazione, presso le sedi territoriali di Cosenza, Castrovillari ed Amantea, il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale per l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande e vendita dei prodotti alimentari (bar, ristoranti, pizzerie, etc.), secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85.

Si sottolinea l’opportunità di una sollecita adesione, considerato l’imminente avvio delle attività formative.

 

 

PATENTINO DA FRIGORISTA – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione per la preparazione all’esame per l’ottenimento del Patentino F-GAS, ai sensi del D.P.R. 43/2012, concernente l’attuazione del Regolamento CE n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra.

Lo stesso è obbligatorio per tutti i tecnici che realizzano installazione, manutenzione e riparazione degli impianti contenenti gas refrigeranti fluorurati ad effetto serra.

 

 

ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È di prossimo avvio il corso di formazione obbligatorio per gli addetti al Primo Soccorso - (D.Lgs. 106/09), riservato ai datori di lavoro tenuti ad assicurare il primo soccorso ai lavoratori, in caso di incidenti ed emergenza.

A tal fine, la normativa introduce nuovi obblighi ed adempimenti, modulati in funzione della classificazione dell’azienda, basata su tre parametri: natura dell’attività, dimensioni aziendali e fattori di rischio (Tipologia A,B,C).

 

 

CORSO TUTOR DSA E ADHD CATALOGO ALTA FORMAZIONE REGIONE CALABRIA – INFORMATIVA

Con riferimento al corso in argomento, organizzato dall'Università di Reggio Calabria in collaborazione con l'Associazione Potenziamenti, incluso nel catalogo dell'Alta formazione della Regione Calabria, si comunica la pubblicazione dell’Avviso Pubblico per il finanziamento di voucher per la partecipazione a percorsi di alta formazione professionalizzante inclusi nel catalogo regionale - A.A. 2019/2020, (erogabili voucher a favore dei beneficiari per un importo massimo di 6.400 Euro: fino a 4000€ per il Corso e fino a 2400€ per il tirocinio).

Il corso di alta formazione si pone l’obiettivo di professionalizzare i partecipanti che, una volta ultimato il percorso didattico ed il tirocinio formativo obbligatorio, dovranno aver acquisito idonee modalità di intervento didattico per promuovere l’apprendimento autonomo, valorizzando le reali potenzialità degli studenti con DSA e ADHD loro affidati.

La figura di tutor DSA e ADHD può operare nelle attività scolastiche ed extrascolastiche e di potenziamento didattico, sia in posizione professionale autonoma che all’interno di istituti d’istruzione i ogni ordine e grado e di enti/centri di formazione.

Il corso si terrà Cosenza con la possibilità di essere seguito, per alcune lezioni, anche a distanza. L’avvio è previsto a febbraio 2020, fino ad agosto 2020.

 

 

ADDETTO ANTINCENDIO - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Sono in programmazione, presso la sede Confartigianato Imprese di Cosenza, i corsi di formazione e aggiornamento sulla sicurezza in azienda per addetto antincendio in attività a rischio di incendio medio, ai sensi del D.M. n. 64 del 10 marzo 1998 e del D.Lgs. n. 106/09, recante i criteri generali di sicurezza antincendio e di gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.

È obbligo del datore di lavoro individuare una o più persone da formare in merito alle procedure da adottare in caso di incendio.

Occorre, altresì, fornire ai lavoratori un’adeguata informazione/formazione sui principi base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare nel caso in cui si verifichi tale emergenza.

Gli incaricati hanno l’obbligo di frequentare appositi corsi di formazione.

 

 

OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS) - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione, a Cosenza, il corso per il conseguimento del titolo di operatore socio sanitario (OSS) - (L.R. 18/85, art. 40 e D.G.R. n. 155/17).

Lo stesso è volto a fornire una formazione specifica di carattere teorico e tecnico-pratico per un profilo assistenziale polivalente, riferito ad un operatore in grado di intervenire nelle situazioni caratterizzate dalla mancanza di autonomia psicofisica dell’assistito, con un approccio che privilegia l’attenzione alla persona, alle sue esigenze e potenzialità residue.

Il corso intende fornire l’acquisizione e l’approfondimento di una professionalità polivalente con il profilo professionale.

 

 

SICUREZZA SUL LAVORO - CORSI DI FORMAZIONE  E AGGIORNAMENTO CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione, presso le sedi territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza,  il corso di formazione e  aggiornamento per Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, obbligatorio ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2001 e ss.mm. ed in virtù della nuova normativa - Accordo Stato-Regioni 2012. 

La durata è costituita da un monte ore complessivo che varia da 16, 32, 48 ore per la prima partecipazione; 4, 8, 16 per l’aggiornamento, in base al livello di rischio, rispettivamente Basso, Medio, Alto,  individuato dalla classificazione ATECO 2002_2007.

 

 

MANIPOLAZIONE DEGLI ALIMENTI – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione  per responsabili e addetti alla manipolazione degli alimenti, la cui obbligatorietà è sancita dal DGR 98/07 e dal Regolamento CE 852/04.

Sono tenuti a partecipare tutti gli operatori del settore alimentare, responsabili (titolare o legale rappresentante di società) e i lavoratori delle aziende operanti in tale ambito, addetti alla manipolazione degli alimenti, in quanto tale partecipazione sostituisce il rilascio del libretto sanitario e consente di evitare diffide e sanzioni.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, sono interessate le attività di: mensa, ristorante, pizzeria, rosticceria, pasticceria, gelateria, pastificio, panificio, allievi di scuola alberghiera, addetti alla trasformazione, lavorazione, vendita, confezionamento e trasporto degli alimenti, camerieri e baristi.

 

 

TECNICO MECCATRONICO DELLE AUTORIPARAZIONI – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È  in programmazione il corso di formazione professionale per “Tecnico meccatronico delle autoriparazioni”, ovvero l’individuo preposto alla gestione tecnica dell’azienda di autoriparazione, regolarmente iscritta nel Registro imprese o all'Albo delle imprese artigiane.

Possono, comunque, continuare a svolgere l'attività le imprese i cui responsabili tecnici (siano o meno titolari dell'impresa stessa) abbiano compiuto 55 anni di età alla data del 5 gennaio 2013 e ciò sino al compimento dell'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia.

Il superamento dell’esame finale comporta il rilascio di un attestato di qualifica professionale di “Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni”, riconosciuto dalla Regione Calabria e valido a livello nazionale ed europeo.

 

 

SICUREZZA LAVORATORI DIPENDENTI - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza ha in programmazione  il corso per lavoratori. A seguito della Conferenza Permanente fra Ministero delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Regioni e Province autonome del 21 dicembre 2011, in attuazione dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono state definite le modalità ed i criteri relativi allo svolgimento della formazione obbligatoria per la sicurezza dei lavoratori dipendenti.

In particolare, l’Accordo Stato-Regioni prevede che la formazione sulla sicurezza dei lavoratori abbia una durata variabile in funzione del settore di appartenenza dell’azienda e sia composta da un modulo di carattere “generale “ e un modulo “specifico”.

Per tutti i settori, la formazione “generale” ha una durata di 4 ore e si pone l’obiettivo di formare i lavoratori in merito ai concetti generali di prevenzione e sicurezza sul lavoro, mentre la durata  della formazione “specifica” sarà rispettivamente di 4, 8 e 12 ore, in base al livello di rischio individuato dalla classificazione ATECO 2002_2007. Si ricorda che decorsi 5 anni dalla formazione, i lavoratori dovranno obbligatoriamente frequentare un corso di aggiornamento.

 

 

IMPRENDITORE AGRICOLO PROFESSIONALE (IAP) – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza comunica che è in programmazione il corso di formazione “Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)”.

La partecipazione alle lezioni consente l’acquisizione dell’attestato di frequenza e profitto, utile ai fini della partecipazione al bando riguardante la Misura 6 del P.S.R. Calabria 2014-2020 – Annualità 2018.

Il corso avrà una durata di 150 ore, di cui 120 in aula e 30 di stage in azienda.

La frequenza è obbligatoria e le assenze consentite non possono superare il 20% del monte ore totale.

I requisiti per l’ammissione al corso sono: 

• maggiore età; 

• diploma di scuola secondaria di primo grado.

Il percorso formativo sarà incentrato sulle tematiche relative all’acquisizione e aggiornamento di conoscenze e competenze professionali per gli imprenditori agricoli.

In particolare, gli argomenti trattati affronteranno i temi del marketing e della legislazione in materia, dell’igiene e sicurezza alimentare, della sicurezza sui luoghi di lavoro, della multifunzionalità dell’attività agricola, della gestione economica dell’azienda condotta con modalità produttive eco-compatibili.

 

 

AGENTE IMMOBILIARE – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale da parte di coloro che intendono intraprendere l’attività di agente d’affari in mediazione nel settore immobiliare.

Il corso è finalizzato a fornire ai partecipanti le competenze necessarie per operare come agente d’affari in mediazione settore immobiliare e per la preparazione all’esame di abilitazione da espletare presso la Camera di Commercio.

Il percorso formativo, secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85, ha una durata complessiva di 80 ore.

Possono iscriversi tutti coloro che abbiano raggiunto la maggiore età e conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado.

 

 

TESSERAMENTO 2020 - AVVISO AGLI ASSOCIATI 

Si avvisano i Signori soci che, presso gli uffici territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza, è possibile ritirare la tessera per l’anno 2020, unitamente all’attivazione di ConfApp, l’applicazione per smartphone di Confartigianato Imprese, con tutte le notizie, settore per settore, di carattere nazionale, regionale e provinciale; in quest’ultimo caso, quelle pubblicate quotidianamente da Confartigianato Cosenza.

 

 

CONFAPP, L’APPLICAZIONE DI CONFARTIGIANATO COSENZA DISPONIBILE PER IOS E ANDROID

Semplice, intuitiva e ad alto tasso d’innovazione. È ConfApp, l’applicazione per dispositivi mobili di Confartigianato Cosenza, con le notizie, gli eventi, le informazioni tecniche e le opportunità riservate agli imprenditori associati. Tutto il mondo della piccola e media impresa sempre a portata di mano ed estremamente semplice da utilizzare.

Una volta scaricata l’app, si viene profilati secondo la propria attività. Questa selezione consente all’applicazione di fornire le informazioni più utili all’associato, con riferimento al settore di appartenenza, garantendo, attraverso il proprio smartphone, tutte le informazioni occorrenti per essere sempre aggiornati.          

Per l’installazione della suddetta applicazione, basterà contattare gli uffici dell’Associazione, che seguiranno l’associato in ogni passaggio.

A quel punto,  l’imprenditore potrà avere le informazioni del proprio settore e della propria Associazione, con le notizie, gli eventi e gli appuntamenti che più lo interessano, potendo accedere, inoltre, al servizio settimanale del TG ONLINE di Confartigianato.

Un ulteriore passo di Confartigianato Cosenza, quindi, verso un futuro sempre più tecnologico ed innovativo al servizio delle imprese, fatto di personalizzazione delle informazioni e di servizi offerti agli imprenditori.

 

 

Per informazioni contattare il numero unico per l’intero territorio provinciale 0984/73955.

LEGGE 17 LUGLIO 2020 N. 77 - SUPERBONUS 110% E CESSIONE DEL CREDITO

In Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata la legge 17 luglio 2020, n. 77, di conversione con modifiche del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cosiddetto Decreto Rilancio), recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19.

In tale ambito si consolidano le norme relative al cosiddetto “superbonus” per l’adeguamento sismico degli edifici (sisma bonus) e il miglioramento energetico (eco bonus), con la conferma della misura del 110%, già prevista per le prime case e, in condominio, anche per le seconde case, ora estesa anche alle seconde case composte da una o due unità immobiliari dello stesso proprietario (villette mono o bifamiliari) con l’esclusione solo degli edifici di lusso (castelli, ville e abitazioni di lusso).

Si potrà usufruire del bonus anche per gli interventi di demolizione e ricostruzione.

Nell’ambito delle misure introdotte, è stato confermata la possibilità di cessione del credito anche alle Banche e ad altri istituti di credito.

Nell’ambito delle azioni di partenariato che Confartigianato sta mettendo in atto, si sottolinea che esse sono indirizzate all’individuazione di adeguati partner bancari che possano assicurare l’acquisto del credito prioritariamente Artigiancassa e Gruppo Iccrea, per l’importanza delle BCC sui territori.

L’individuazione di Harley & Dikkinson deriva, invece, dalla valutazione delle molte realtà nate in questo periodo a traino delle misure legislative: in particolare, si ritiene che il partner scelto sia quello che, al momento, offre le migliori garanzie di gestione della complessità del processo in relazione all’expertise e al know-how maturato sino ad oggi nella gestione dell’ordinaria cessione del credito in ambito di sisma ed eco-bonus, potendo offrire una piattaforma dedicata a Confartigianato per la gestione completa di tutto il processo fiscale, finanziario e documentale legato agli interventi di efficientamento energetico svolti dalle imprese associate a Confartigianato, anche su operazioni dall’importo limitato (privati – villette) ed in relazione non soltanto al “superbonus”, ma a tutte le altre ordinarie detrazioni di cui all’articolo 121 del DL Rilancio.

In particolare, a fronte dell’opportunità derivante dal Decreto Rilancio, Harley & Dikkinson, in qualità di arranger dell’operazione di cessione e collettore tra il sistema imprenditoriale e quello finanziario è in grado di:

• garantire l’intero processo di cessione;

• trovare il partner finanziario per assicurare l’eventuale prestito “bridge” (liquidità) alle imprese;

• segnalare la banca interessata all’acquisto del credito di imposta.

Da ultimo, si segnala che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una specifica guida fiscale consultabile sul sito istituzionale di Confartigianato Imprese Cosenza (www.confartigianatocoenza.it).

 

 

SUPERBONUS 110% E CESSIONE DEL CREDITO – WEBINAR  6 AGOSTO 2020 ORE 17

Proseguendo nell’attività di  informazione aggiornata sulle opportunità che si aprono per le imprese, a seguito della conversione del DL Rilancio, Confartigianato organizza un nuovo incontro, in diretta streaming, dedicato al superbonus 110%, che si terrà il prossimo 6 agosto, dalle ore 17,00 alle ore 19,00. All’incontro, nel quale si forniranno approfondimenti tecnici sulla cessione del credito e le modalità operative per attivare tale procedura, parteciperanno Harley & Dikkinson, Artigiancassa e Iccrea Banca, come da programma allegato.

Le iscrizioni possono essere effettuate contattando gli uffici di Confartigianato Imprese Cosenza, entro e non oltre il 3 agosto 2020.

 

 

DL RILANCIO - MISURE DI SOSTEGNO ALL'INDUSTRIA DEL TESSILE, DELLA MODA E DEGLI ACCESSORI

Il testo della conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 contiene due misure indirizzate al comparto Moda.

 L’Art. 38-bis prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto riconosciuti nella misura massima del 50% delle spese ammissibili, nel limite di 5 milioni di euro per l’anno 2020 per sostenere, a livello nazionale, le imprese del tessile, della moda e degli accessori, con particolare riguardo alle start-up che investono nel design e nella creazione ed allo scopo di promuovere i giovani talenti dei medesimi settori che valorizzano prodotti Made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

Le modalità di presentazione delle domande di erogazione dei contributi, i criteri per la selezione delle stesse, le spese ammissibili, le modalità di erogazione dei contributi, le modalità di verifica, di controllo e di rendicontazione delle spese, nonché le cause di decadenza e di revoca dei medesimi contributi sono stabilite con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.

L’Art.48-bis, relativo alle rimanenze finali di magazzino nei settori contraddistinti da stagionalità e obsolescenza dei prodotti, riconosce ai soggetti esercenti attività d’impresa operanti nell’industria tessile e della moda, della produzione calzaturiera e della pelletteria (settore tessile, moda e accessori), un contributo nella forma di credito d’imposta nella misura del 30 % del valore delle rimanenze finali di magazzino eccedente la media del medesimo valore registrato nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del DPCM del 9 marzo 2020.

Il credito d’imposta, riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 45 milioni di euro è destinato ai soggetti con bilancio certificato, poiché i controlli sono svolti sulla base dei bilanci.

Le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di collegio sindacale devono avvalersi di una certificazione della consistenza delle rimanenze di magazzino, rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti.

Il credito d’imposta è, inoltre, utilizzabile esclusivamente in compensazione, nel periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto, ossia 19 luglio 2020.

I criteri per la corretta individuazione dei settori economici in cui operano i soggetti beneficiari del credito d’imposta, le modalità e i criteri di attuazione del presente articolo, anche al fine del rispetto del limite di spesa, sono stabiliti con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro Dell’economia e delle Finanze.

Gli strumenti, per quanto valutati positivi ed in linea con alcune delle richieste di Confartigianato Moda, non sono tuttavia sufficienti a sostenere le imprese – siano esse start-up o già strutturate – ad affrontare la ripartenza post-COVID, non considerano il grave danno economico costituito dalle scorte di magazzino, anche in considerazione delle valutazioni relative agli ISA ed accrescono gli oneri amministrativi ed economici delle imprese.

 

 

AGGIORNAMENTI DECRETO RILANCIO - FONDO PER LA CULTURA

L’art.184 del testo della conversione in legge, con modificazioni, del DL 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19,  istituisce un Fondo finalizzato alla promozione di investimenti e al supporto di altri interventi per la tutela, la conservazione, il restauro, la fruizione, la valorizzazione e la digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.

La dotazione del fondo, corrispondente a 50 milioni di euro per l'anno 2020, può essere incrementata nella misura di 50 milioni di euro per l’anno 2021 e dall’apporto finanziario di soggetti privati, comprese le persone giuridiche private, che può consistere anche in operazioni di microfinanziamento, di mecenatismo diffuso, di azionariato popolare e di crowdfunding.

L’istruttoria e la gestione delle operazioni connesse alle iniziative e le relative attività di assistenza e consulenza saranno gestite dall’Istituto nazionale di promozione, anche tramite società partecipate e con oneri a carico del Fondo.

Il decreto in oggetto prevede la possibilità di destinare una quota delle risorse al finanziamento di un fondo di garanzia per la concessione di contributi in conto interessi e di mutui per interventi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale. Tale fondo sarà gestito e amministrato dall’Istituto per il credito sportivo secondo le modalità definite con decreto del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto in oggetto.

 

 

DL RILANCIO - DISPOSIZIONI PER LA TUTELA DELLA CERAMICA ARTISTICA E DI QUALITÀ

Il testo della conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-Legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 contiene il rifinanziamento della Legge 9 luglio 1990, n. 188.

La disposizione prevede un limite di spesa di 2 milioni di euro, per l'anno 2021, da destinare all'elaborazione e alla realizzazione di progetti finalizzati al sostegno e alla valorizzazione dell'attività della ceramica artistica e tradizionale di qualità  e a promuovere la tutela e la conservazione delle caratteristiche tecniche e produttive delle produzioni ceramiche.

I progetti verranno valutati dal Consiglio Nazionale Ceramico del MiSE, l’organismo che ha il compito di tutelare la ceramica artistica e tradizionale, valorizzandone il patrimonio storico e culturale, nonché i modelli e i decori tipici e la ceramica di qualità, all'interno del quale Confartigianato Imprese Ceramica esprime un membro effettivo.

I criteri, le finalità, le modalità di riparto, di monitoraggio, di rendicontazione e di verifica delle risorse, le modalità di recupero e di eventuale riassegnazione delle risorse non utilizzate, saranno individuati con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e il Ministro dell'Istruzione, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del succitato decreto

 

 

DL RILANCIO – DISPOSIZIONI IN MATERIA DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE

L’art. 200 del Decreto Rilancio prevede al comma 6-bis che, al fine di contemperare le esigenze di mobilità e le misure di contenimento della diffusione del virus Sars-Cov-2, fino al 30 giugno 2021, in deroga all’art. 87, comma 2, del Codice della Strada, possono essere destinate ai servizi di linea per trasporto di persone anche le autovetture ad uso di terzi di cui all’art. 82, comma 5, lettera b) del medesimo Codice.

L’art. 82 del Codice della Strada indica che possono essere autorizzati ai servizi di linea per trasporto persone gli autobus, gli autosnodati, gli autoarticolati, gli autotreni, i filobus, i filoarticolati e i filotreni.

La norma intende pertanto favorire l’integrazione del TPL di linea anche attraverso lo svolgimento di servizi da parte delle imprese con autovetture autorizzate per servizio di noleggio con conducente (NCC) e servizio di piazza (taxi).

 

 

IMPORTAZIONE E VALIDAZIONE MASCHERINE CHIRURGICHE E DPI - DISPOSIZIONI

Nel nuovo art. 66-bis introdotto dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77 “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, i punti di interesse per quanto riguarda la produzione di mascherine chirurgiche e DPI sono:

 - l’introduzione della competenza regionale per la validazione;

 - l’eliminazione della importazione e di conseguenza dei relativi obblighi per gli importatori.

Per quanto riguarda il primo punto, viene stabilito che i criteri semplificati di validazione per la produzione di mascherine e dei DPI, in deroga alle norme vigenti, sono individuati entro il 29 luglio da apposito comitato tecnico composto da Istituto Superiore di Sanità (o INAIL), ACCREDIA, UNI nel quale è stato introdotto anche un rappresentante designato dalla Regioni; le modalità di presentazione delle domande di validazione vengono definite dalle Regioni che individuano le strutture competenti.

L’ISS e l’INAIL rimangono competenti per la definizione delle domande pervenute ai suddetti Istituti fino al 3 agosto 2020, in accordo con l'art. 15 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, salvo che il richiedente rinunci espressamente a presentare domanda alla Regione.

Sono confermate, per tutta la durata dello stato di emergenza epidemiologica, le disposizioni finalizzate a facilitare l'acquisizione di dispositivi di protezione e medicali.

 

 

TRASPORTO PERSONE - ISTITUZIONE BUONO VIAGGIO TAXI E NCC PER PERSONE CON DISABILITÀ MOTORIA

Nell’ambito delle disposizioni contenute nella conversione in legge del DL “Rilancio”, si segnala l’art. 200 bis “Buono viaggio”.

La misura, che prevede l’istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con la dotazione di 5 milioni di euro per l’anno 2020, fino ad esaurimento, ha il duplice scopo di aiutare a sostenere la ripresa del settore taxi e NCC e a consentire un'efficace distribuzione degli utenti del trasporto pubblico al fine di non sovraccaricare quest’ultimo, viste le misure di contenimento del COVID-19 adottate.

Il fondo è destinato unicamente in favore delle persone con disabilità fisica, anche se accompagnate, residenti nei comuni capoluoghi di città metropolitane o capoluoghi di provincia e si concretizza in un buono viaggio, pari al 50 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 20 per ciascun viaggio, da utilizzare per gli spostamenti effettuati a mezzo del servizio di taxi oppure di NCC dal 15 luglio 2020 al 31 dicembre 2020.

I buoni viaggio non sono cedibili, non costituiscono reddito imponibile del beneficiario e non rilevano ai fini del computo del valore dell'indicatore della situazione economica equivalente.

 

 

RIPRESA VERSAMENTI CONTRIBUTIVI A SEGUITO SOSPENSIONE PER COVID19 - ISTRUZIONI INPS

Con riferimento alla sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali, ai sensi dei vari decreti legge succedutisi in materia,  l’Inps ha fornito le istruzioni operative.

In particolare, per artigiani e commercianti  l’Istituto ha precisato che i soggetti interessati dalla sospensione dovranno, comunque, inoltrare sul sito dell’Istituto un’apposita domanda di sospensione, valida anche come istanza di rateizzazione.

Si conferma che il termine di presentazione della domanda è lo stesso indicato per la ripresa dei versamenti, 16 settembre p.v. (e questo anche se il versamento sarà fatto in una unica soluzione).

A tal riguardo, l’Istituto ha predisposto un’apposita codeline dove è possibile scaricare anche il relativo modello precompilato, ai fini del versamento in un’unica soluzione ovvero rateizzato.

Si precisa che, solo ai fini del versamento in un’unica soluzione, è possibile utilizzare anche la codeline del modello F24 relativo alla rata di maggio.

 

 

FGAS - PROROGA SCADENZE E MANTENIMENTI CERTIFICATI IMPRESE

ACCREDIA, con apposita circolare, ha comunicato che la scadenza delle certificazioni Fgas imprese, compresa tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020, è prorogata sul Registro Telematico Nazionale al 29 ottobre 2020.

Unioncamere invierà ai CAB interessati l’elenco delle certificazioni Fgas imprese in scadenza in tale periodo, in modo da poter procedere con la proroga.

Si ricorda che le proroghe non sono applicabili ai certificati per i quali il rinnovo è stato svolto ed è in corso di registrazione.

Per quanto riguarda, invece, le certificazioni Fgas Imprese e/o Fgas Persone, con scadenza annuale per il mantenimento, compresa tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020, al momento, tale scadenza è prorogata fino al 29 ottobre 2020.

Si fa riserva di ulteriori comunicazioni non appena verrà decretata ufficialmente la data di fine emergenza.

Si ricorda, infine, che le proroghe non si applicano nel caso di revoche o sospensioni richieste dall’impresa o dalla persona certificata (es. trasferimenti ad altro CAB, cessazione attività…).

 

 

CONVERSIONE IN LEGGE DEL D.L. RILANCIO N. 34-20 – INVIO COMUNICAZIONE FEDART FIDI

Con la circolare n. 63, Fedart Fidi ha fornito approfondimenti in merito all’operatività dei Confidi a seguito della conversione del D.L. Rilancio.

Per i contenuti, si rimanda al testo consultabile sul sito istituzionale di Confartigianato Imprese Cosenza (www.confartigianatocosenza.it) .

In merito all’argomento, si precisa che Confartigianato assiste anche le imprese agricole, a seguito della  modifica dello Statuto che ha aggiunto il suffisso Imprese alla denominazione Confartigianato Cosenza.

 

 

SISTEMA SPID PER L’ACCESSO AI SERVIZI ON LINE DELL’INPS - FASE TRANSITORIA DAL 1° OTTOBRE 2020

L’INPS ha comunicato l’avvio di una fase transitoria volta a consentire il passaggio dal PIN alle credenziali SPID per l’accesso ai servizi on line dell’Istituto.

Durante la fase transitoria, che prenderà avvio il 1° ottobre 2020:

·         non saranno rilasciati nuovi PIN, salvo quelli richiesti da utenti che non possono avere accesso a SPID (a titolo esemplificativo, minori di 18 anni o extracomunitari);

·         i PIN già in possesso degli utenti (compresi quelli riconducibili agli intermediari autorizzati) conserveranno la loro validità e potranno essere rinnovati alla loro scadenza fino al termine della fase transitoria.

Al fine di consentire un passaggio graduale al nuovo sistema di accesso, l’INPS non ha fissato il termine finale della fase transitoria: la data di cessazione definitiva della validità dei vecchi PIN verrà individuata sulla base dell’andamento delle procedure di transizione al sistema SPID. In tale periodo  non è quindi pregiudicata l’operatività del sistema e si potrà continuare ad operare con gli attuali profili.

Si sottolinea che Confartigianato Imprese Cosenza ha già attivato il servizio per il rilascio a vista dello SPID.

 

 

ATTUAZIONE LINEE GUIDA RIPARAZIONI REGOLA D’ARTE - INCONTRO COMMISSIONE PLENARIA

Nel corso della videoconferenza della Commissione Plenaria per la messa a punto della proposta di piattaforma web per l'attuazione delle Linee Guida ANIA Carrozzieri/Consumatori, ANIA ha presentato una rielaborazione del testo accogliendo le principali richieste avanzate da Confartigianato per rafforzare le tutele a favore della Categoria.

Queste, in particolare, le modifiche apportate:

·         è stata resa più organica e puntuale l’impostazione della piattaforma web, suddivisa in un’area pubblica e in una area privata;

·         la parte pubblica ha la funzione di vetrina informativa nazionale attraverso la quale i Consumatori possono conoscere i principi contenuti nelle Linee Guida e i propri diritti;

·         è prevista la realizzazione di una APP come strumento di ausilio per indirizzare l’assicurato/danneggiato alla rete di autoriparatori aderenti all’accordo, con geolocalizzazione delle imprese alle quali potersi rivolgere.

·         l’APP sarà scaricabile dalla parte pubblica della piattaforma e disponibile per tutti i device. Si tratta di uno strumento molto importante per rafforzare la visibilità degli autoriparatori;

·         la parte privata attiene ai rapporti B2B tra le Compagnie e gli Autoriparatori ed è finalizzata a facilitare il flusso informativo per la gestione operativa del sinistro;

·         viene messo in evidenza il ruolo dell’autoriparatore quale consulente dell’assicurato/danneggiato che può fornire assistenza sulla procedura da seguire per ottenere la riparazione e il risarcimento del danno;

·         per garantire l’interoperabilità tra la piattaforma e i gestionali degli autoriparatori, è in corso uno specifico approfondimento tecnico volto a definire tutti gli aspetti operativi necessari per far dialogare i due sistemi.

La versione implementata della piattaforma web sarà presentata in occasione del prossimo incontro della Commissione Plenaria per l’approvazione finale del progetto e l’avvio della fase applicativa.

 

 

ODONTOTECNICI - ATTIVITÀ DI CONTRASTO ALLA DIFFUSIONE DEL COVID-19. INDICAZIONI CONDIVISE

Nell’ambito delle attività di contrasto alla diffusione del Coronavirus, Confartigianato Odontotecnici ha partecipato al tavolo di confronto tra le Associazioni odontotecniche e le rappresentanze odontoiatriche, nell’ambito del quale sono state poste a confronto le indicazioni operative diffuse da ciascuna Organizzazione, al fine di pervenire alla definizione di procedure coerenti alle regole emanate, nel comune obiettivo della salvaguardia della salute degli operatori e dei cittadini/pazienti.

È infatti particolarmente importante individuare procedure operative che consentano all’odontotecnico e all’odontoiatra di controllare le infezioni crociate (cross-infection) che potrebbero originarsi nel passaggio di impronte, morsi e placche di registrazione, gig, tranfert o altri sistemi di rilevazione dallo studio al laboratorio e dei successivi conseguenti manufatti protesici dal laboratorio allo studio.

 

 

COPPA DEL MONDO FOTOGRAFICA – WPC 2021. CONCORSO  “SCATTIAMO PER L’ITALIA”

Come lo scorso anno, al fine di selezionare la squadra che rappresenterà l’Italia alla WPC 2021, è stata organizzata la seconda edizione del concorso “Scattiamo per l’Italia”.

Le foto candidate vanno caricate sul sito entro il 30 settembre 2020 e devono rispondere ai seguenti parametri: un minimo di 4.000 pixel sul lato più lungo - Formato: JPEG di qualità massima, inferiore a 16 megabyte - Profilo incorporato: sRGB, Adobe 98 o Greyscale.

Le categorie sono: 

·         Commerciale

·         Illustrazione/Arte digitale

·         Natura (paesaggio e wild life)

·         Ritratto

·         Reportage/Fotogiornalismo

·         Matrimonio.

Possono essere inviate immagini a colori e in bianco e nero.

Ai fotografi associati a Confartigianato è riservato uno sconto del 30% sul totale.

La valutazione verrà effettuata da una squadra di tre giudici internazionali nominati dalla FEP e dal WPC e dai giudici italiani nominati da tutte le Associazioni che patrocinano il concorso.

I certificati di “finalisti nazionali” saranno riconosciuti agli autori delle 10 immagini con il punteggio più alto in ciascuna delle sei categorie.

Tutti i finalisti nazionali saranno invitati a ricevere il loro certificato nel corso di una cerimonia di premiazione a Roma, sabato 17 aprile 2021, presso lo “Studio Orizzonte Gallery”.  Medaglie d’oro, d’argento e di bronzo saranno consegnate agli autori della prima, seconda e terza immagine con il punteggio più alto. Gli autori delle immagini che otterranno i 3 punteggi più alti in ciascuna delle 6 categorie faranno parte del Team Italy alla World Photographic Cup 2021 e potranno partecipare alle assegnazioni dei premi internazionali.

Potranno, inoltre, inserire il logo di “WPC ITALY 2021 - Team Member” nelle loro comunicazioni.

L’autore della foto che riceverà il punteggio più alto da parte della giuria internazionale del WPC riceverà il certificato di Best of Nation 2021 e sarà invitato alla cerimonia internazionale del 19 aprile a Roma.

La partecipazione dei fotografi è a titolo personale, non come studio fotografico. I componenti di uno stesso studio possono tutti partecipare a titolo individuale. Se una o più delle 18 immagini italiane selezionate otterranno un punteggio tra le migliori 10 nelle rispettive categorie del concorso mondiale WPC, i loro autori verranno invitati a prendere parte alla cerimonia di premiazione del WPC 2021.

 

 

FIERA “THEONEMILANO” – 20/23 SETTEMBRE 2020 – AGGIORNAMENTO MODALITÀ PARTECIPAZIONE

Si informa che la manifestazione fieristica TheOneMilano- che si terrà dal 20 al 23 settembre presso il quartiere di Fiera Milano Rho - si svolgerà per la prima volta integrato con Micam Milano, la manifestazione riservata a produttori, distributori, agenti e rappresentanti di Calzature e Total Look in Pelle, accessori per negozi di calzature.

Pertanto, sarà necessario procedere nuovamente alla iscrizione.

Le aziende in possesso dei requisiti che desiderano diventare espositori devono inviare una richiesta di partecipazione contenente precise informazioni.

La Segreteria Organizzativa valuterà le varie domande pervenute in base alla tipologia di prodotto e alla effettiva disponibilità di spazio.

Alle aziende ritenute idonee verrà inviato via e-mail il link di adesione. Le spese di partecipazione (area, allestimento, viaggi, soggiorni, spese di mantenimento, spese promozionali, servizi fotografici per look book, campagne pubblicitarie) potranno essere oggetto di finanziamento da parte di Simest.

L’agevolazione – che non richiede alcuna garanzia - è per il 40% a fondo perduto e per il restante a un tasso vicinissimo allo 0%.

La manifestazione TheOneMilano verrà affiancata come sempre dalla versione digitale “AlwaysOn Show” (www.alwaysonshow.com) un progetto concreto, attivo e performante già da un biennio, che a settembre presenterà novità importanti, a partire da un’applicazione dedicata. La piattaforma digitale, da sempre destinata al B2B includerà una sezione aperta e visibile a tutti, senza registrazione: i visitatori avranno così una preview di prodotti selezionati dalle aziende. Un nuovo Wall darà la possibilità agli espositori di caricare direttamente le immagini dei loro prodotti, per esprimere in modo ancora più diretto la loro brand identity, mentre nella sezione “One to One” avranno la possibilità di inserire prodotti esclusivi e incontrare “virtualmente” i buyer più interessanti, avviando direttamente contatti e accordi commerciali. La partecipazione alla fiera virtuale www.alwaysonshow.com è gratuita per gli espositori di TheOneMilano, anche nell’edizione Special di settembre featured by Micam.

 

 

REAL ITALIAN WINE & FOOD – LONDRA, 8 OTTOBRE 2020

Confartigianato Imprese, in collaborazione con ICE-Agenzia, promuove l’evento “Real Italian Wine & Food”, dedicato alla promozione del vino e dei prodotti agroalimentari italiani nel Regno Unito.

L’evento  si svolgerà presso la Truman Brewery, nel cuore della city londinese, dalle ore 11 alle ore 19 di giovedì 8 ottobre 2020 e vedrà la partecipazione esclusiva di operatori di settore:

• Distributori/Importatori

• Agenti

• Chefs sommeliers

• Club privati

• Piattaforme di vendita on line

• Delicatessen e Off Licence

• Buyers sommelier di ristoranti di alto livello

• Critici, opinion makers.

La partecipazione è gratuita e riservata ad un massimo di 40 imprese.

Durante la manifestazione saranno organizzate degustazioni guidate da leader del settore sia per i prodotti agroalimentari che per il vino. Qualora permanessero ancora restrizioni per viaggi in aereo dovute all’emergenza sanitaria, le aziende potranno essere rappresentate da export manager selezionati da ICE, sia durante i b2b che nella fase di follow up post evento.

Le iscrizioni dovranno avvenire entro domani, 31 luglio.

 

 

SOSTEGNO ATTIVITÀ DI ANIMAZIONE NEI BENI CULTURALI – AVVISO PUBBLICO REGIONE CALABRIA

La Regione Calabria ha pubblicato in pre-informazione l’allegato Avviso pubblico teso a sostenere la realizzazione di attività di animazione all’interno dei beni culturali pubblici.

L’obiettivo strategico consiste nella “rivitalizzazione” dei luoghi pubblici della cultura, con particolare attenzione alle aree di maggiore attrazione turistica.

Lo stesso  prevede la concessione di un aiuto economico per la realizzazione di tali attività, per l’annualità 2020.

 

 

DECRETO-LEGGE SEMPLIFICAZIONI – PUBBLICAZIONE IN GU

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76 c.d. “Semplificazioni” ed è stato trasmesso in Senato. Il provvedimento dovrà essere convertito in legge entro il 14 settembre ed è quindi probabile che sia esaminato in prima lettura dal Senato entro il 15 agosto. Si tratta di un nuovo e corposo decreto, che segue quelli Cura, Liquidità e Rilancio per superare la profonda crisi derivante dal Covid-19. L’emergenza sanitaria ha, infatti, reso ancora più evidenti i limiti che il Sistema Paese sconta per l’inefficienza della PA, ai quali le politiche di semplificazione degli ultimi decenni non sono riuscite a porre rimedio. Nel provvedimento sono contenuti alcuni elementi che vanno nella direzione auspicata da Confartigianato, ma che devono essere riempiti di contenuto per evitare che rimangano anch’essi inattuati o limitati alla fase emergenziale. Tra questi, si evidenziano le semplificazioni in materia di:

·         appalti, con l’innalzamento per un anno a 150.000 euro la soglia per gli affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture;

·         verifiche antimafia, con il rilascio della informativa liberatoria provvisoria;

·         bilanciamento degli oneri amministrativi con detrazioni fiscali;

·         aggiornamento dell’Agenda della semplificazione 2020–2023, con l’individuazione di ulteriori spazi di liberalizzazione delle attività imprenditoriali;

·         fruizione in un’unica soluzione dei finanziamenti della Nuova Sabatini fino a 200mila euro;

·         estensione alle imprese alimentari dei controlli previsti per le imprese agricole. Il decreto non risponde a tutte le sfide che Confartigianato ha posto al Legislatore, ma rappresenta l’occasione per trasformare le politiche di semplificazione da slogan in azioni concrete.

 

 

WHATSAPP BUSINESS – UNA NUOVA FRONTIERA PER L’ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE AGLI ASSOCIATI

Facendo seguito a quanto già pubblicato sull’argomento, si rammenta che Confartigianato Imprese Cosenza ha attivato un nuovo servizio di informazione alle imprese associate, a mezzo WhatsApp, denominato, per l’appunto, WhatsApp Business.

Tutte le notizie e le novità inerenti alle varie categorie saranno veicolate attraverso tale nuova modalità, semplice, fruibile, sintetica, di facile e immediata consultazione.

Per rendere il servizio efficiente e applicabile nell’immediato, occorre che l’associato registri nella rubrica del  proprio telefono-cellulare il numero telefonico della scrivente che è il seguente: 0984/73955, comunicando a questa Associazione, in risposta alla presente informativa, il proprio numero di cellulare sul quale ricevere le comunicazioni.

 

 

AGENTE E RAPPRESENTANTE DI COMMERCIO – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione per agente e rappresentante di commercio, obbligatorio ai sensi della legge n. 204/1985.

Lo stesso è rivolto a coloro i quali intendono intraprendere tale professione e che, in virtù di ciò, interagiscono quotidianamente con realtà economiche di diversa natura.

Il percorso formativo è costituito da lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, al termine delle quali i partecipanti che avranno frequentato almeno l’80% delle ore previste dal programma saranno sottoposti a verifica di apprendimento.

Agli stessi sarà rilasciato un attestato di abilitazione per l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, valido su tutto il territorio nazionale.

La frequenza di un apposito corso di formazione è fondamentale per intraprendere l’attività, presso la CCIAA competente per territorio.

Il corso è finalizzato alla formazione di figure professionali che abbiano contezza delle tendenze di mercato e siano, quindi, in grado di intervenire sulle promozioni di vendita/servizi.

La competenza sviluppata permette di definire il rapporto con il cliente ricevendone gli ordini e riscuotendone i crediti, oltre a consentire l’apprendimento di abilità riguardanti i rapporti commerciali e di rappresentanza.

Scopo finale, dunque, è formare figure professionali in linea con i criteri dettati dalla Legge 204/85 di disciplina della materia.

 

 

ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DEL COMMERCIO DEI PRODOTTI DEL SETTORE MERCEOLOGICO ALIMENTARE E ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE AI SENSI DELL'ART. 41 DELLA L.R.18/85 – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA 

È in programmazione, presso le sedi territoriali di Cosenza, Castrovillari ed Amantea, il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale per l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande e vendita dei prodotti alimentari (bar, ristoranti, pizzerie, etc.), secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85.

Si sottolinea l’opportunità di una sollecita adesione, considerato l’imminente avvio delle attività formative.

 

 

PATENTINO DA FRIGORISTA – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione per la preparazione all’esame per l’ottenimento del Patentino F-GAS, ai sensi del D.P.R. 43/2012, concernente l’attuazione del Regolamento CE n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra.

Lo stesso è obbligatorio per tutti i tecnici che realizzano installazione, manutenzione e riparazione degli impianti contenenti gas refrigeranti fluorurati ad effetto serra.

 

 

ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È di prossimo avvio il corso di formazione obbligatorio per gli addetti al Primo Soccorso - (D.Lgs. 106/09), riservato ai datori di lavoro tenuti ad assicurare il primo soccorso ai lavoratori, in caso di incidenti ed emergenza.

A tal fine, la normativa introduce nuovi obblighi ed adempimenti, modulati in funzione della classificazione dell’azienda, basata su tre parametri: natura dell’attività, dimensioni aziendali e fattori di rischio (Tipologia A,B,C).

 

 

CORSO TUTOR DSA E ADHD CATALOGO ALTA FORMAZIONE REGIONE CALABRIA – INFORMATIVA

Con riferimento al corso in argomento, organizzato dall'Università di Reggio Calabria in collaborazione con l'Associazione Potenziamenti, incluso nel catalogo dell'Alta formazione della Regione Calabria, si comunica la pubblicazione dell’Avviso Pubblico per il finanziamento di voucher per la partecipazione a percorsi di alta formazione professionalizzante inclusi nel catalogo regionale - A.A. 2019/2020, (erogabili voucher a favore dei beneficiari per un importo massimo di 6.400 Euro: fino a 4000€ per il Corso e fino a 2400€ per il tirocinio).

Il corso di alta formazione si pone l’obiettivo di professionalizzare i partecipanti che, una volta ultimato il percorso didattico ed il tirocinio formativo obbligatorio, dovranno aver acquisito idonee modalità di intervento didattico per promuovere l’apprendimento autonomo, valorizzando le reali potenzialità degli studenti con DSA e ADHD loro affidati.

La figura di tutor DSA e ADHD può operare nelle attività scolastiche ed extrascolastiche e di potenziamento didattico, sia in posizione professionale autonoma che all’interno di istituti d’istruzione i ogni ordine e grado e di enti/centri di formazione.

Il corso si terrà Cosenza con la possibilità di essere seguito, per alcune lezioni, anche a distanza. L’avvio è previsto a febbraio 2020, fino ad agosto 2020.

 

 

ADDETTO ANTINCENDIO - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Sono in programmazione, presso la sede Confartigianato Imprese di Cosenza, i corsi di formazione e aggiornamento sulla sicurezza in azienda per addetto antincendio in attività a rischio di incendio medio, ai sensi del D.M. n. 64 del 10 marzo 1998 e del D.Lgs. n. 106/09, recante i criteri generali di sicurezza antincendio e di gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.

È obbligo del datore di lavoro individuare una o più persone da formare in merito alle procedure da adottare in caso di incendio.

Occorre, altresì, fornire ai lavoratori un’adeguata informazione/formazione sui principi base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare nel caso in cui si verifichi tale emergenza.

Gli incaricati hanno l’obbligo di frequentare appositi corsi di formazione.

 

 

OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS) - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione, a Cosenza, il corso per il conseguimento del titolo di operatore socio sanitario (OSS) - (L.R. 18/85, art. 40 e D.G.R. n. 155/17).

Lo stesso è volto a fornire una formazione specifica di carattere teorico e tecnico-pratico per un profilo assistenziale polivalente, riferito ad un operatore in grado di intervenire nelle situazioni caratterizzate dalla mancanza di autonomia psicofisica dell’assistito, con un approccio che privilegia l’attenzione alla persona, alle sue esigenze e potenzialità residue.

Il corso intende fornire l’acquisizione e l’approfondimento di una professionalità polivalente con il profilo professionale.

 

 

SICUREZZA SUL LAVORO - CORSI DI FORMAZIONE  E AGGIORNAMENTO CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione, presso le sedi territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza,  il corso di formazione e  aggiornamento per Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, obbligatorio ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2001 e ss.mm. ed in virtù della nuova normativa - Accordo Stato-Regioni 2012. 

La durata è costituita da un monte ore complessivo che varia da 16, 32, 48 ore per la prima partecipazione; 4, 8, 16 per l’aggiornamento, in base al livello di rischio, rispettivamente Basso, Medio, Alto,  individuato dalla classificazione ATECO 2002_2007.

 

 

MANIPOLAZIONE DEGLI ALIMENTI – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione  per responsabili e addetti alla manipolazione degli alimenti, la cui obbligatorietà è sancita dal DGR 98/07 e dal Regolamento CE 852/04.

Sono tenuti a partecipare tutti gli operatori del settore alimentare, responsabili (titolare o legale rappresentante di società) e i lavoratori delle aziende operanti in tale ambito, addetti alla manipolazione degli alimenti, in quanto tale partecipazione sostituisce il rilascio del libretto sanitario e consente di evitare diffide e sanzioni.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, sono interessate le attività di: mensa, ristorante, pizzeria, rosticceria, pasticceria, gelateria, pastificio, panificio, allievi di scuola alberghiera, addetti alla trasformazione, lavorazione, vendita, confezionamento e trasporto degli alimenti, camerieri e baristi.

 

 

TECNICO MECCATRONICO DELLE AUTORIPARAZIONI – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È  in programmazione il corso di formazione professionale per “Tecnico meccatronico delle autoriparazioni”, ovvero l’individuo preposto alla gestione tecnica dell’azienda di autoriparazione, regolarmente iscritta nel Registro imprese o all'Albo delle imprese artigiane.

Possono, comunque, continuare a svolgere l'attività le imprese i cui responsabili tecnici (siano o meno titolari dell'impresa stessa) abbiano compiuto 55 anni di età alla data del 5 gennaio 2013 e ciò sino al compimento dell'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia.

Il superamento dell’esame finale comporta il rilascio di un attestato di qualifica professionale di “Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni”, riconosciuto dalla Regione Calabria e valido a livello nazionale ed europeo.

 

 

SICUREZZA LAVORATORI DIPENDENTI - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza ha in programmazione  il corso per lavoratori. A seguito della Conferenza Permanente fra Ministero delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Regioni e Province autonome del 21 dicembre 2011, in attuazione dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono state definite le modalità ed i criteri relativi allo svolgimento della formazione obbligatoria per la sicurezza dei lavoratori dipendenti.

In particolare, l’Accordo Stato-Regioni prevede che la formazione sulla sicurezza dei lavoratori abbia una durata variabile in funzione del settore di appartenenza dell’azienda e sia composta da un modulo di carattere “generale “ e un modulo “specifico”.

Per tutti i settori, la formazione “generale” ha una durata di 4 ore e si pone l’obiettivo di formare i lavoratori in merito ai concetti generali di prevenzione e sicurezza sul lavoro, mentre la durata  della formazione “specifica” sarà rispettivamente di 4, 8 e 12 ore, in base al livello di rischio individuato dalla classificazione ATECO 2002_2007. Si ricorda che decorsi 5 anni dalla formazione, i lavoratori dovranno obbligatoriamente frequentare un corso di aggiornamento.

 

 

IMPRENDITORE AGRICOLO PROFESSIONALE (IAP) – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza comunica che è in programmazione il corso di formazione “Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)”.

La partecipazione alle lezioni consente l’acquisizione dell’attestato di frequenza e profitto, utile ai fini della partecipazione al bando riguardante la Misura 6 del P.S.R. Calabria 2014-2020 – Annualità 2018.

Il corso avrà una durata di 150 ore, di cui 120 in aula e 30 di stage in azienda.

La frequenza è obbligatoria e le assenze consentite non possono superare il 20% del monte ore totale.

I requisiti per l’ammissione al corso sono: 

• maggiore età; 

• diploma di scuola secondaria di primo grado.

Il percorso formativo sarà incentrato sulle tematiche relative all’acquisizione e aggiornamento di conoscenze e competenze professionali per gli imprenditori agricoli.

In particolare, gli argomenti trattati affronteranno i temi del marketing e della legislazione in materia, dell’igiene e sicurezza alimentare, della sicurezza sui luoghi di lavoro, della multifunzionalità dell’attività agricola, della gestione economica dell’azienda condotta con modalità produttive eco-compatibili.

 

 

AGENTE IMMOBILIARE – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale da parte di coloro che intendono intraprendere l’attività di agente d’affari in mediazione nel settore immobiliare.

Il corso è finalizzato a fornire ai partecipanti le competenze necessarie per operare come agente d’affari in mediazione settore immobiliare e per la preparazione all’esame di abilitazione da espletare presso la Camera di Commercio.

Il percorso formativo, secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85, ha una durata complessiva di 80 ore.

Possono iscriversi tutti coloro che abbiano raggiunto la maggiore età e conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado.

 

 

TESSERAMENTO 2020 - AVVISO AGLI ASSOCIATI 

Si avvisano i Signori soci che, presso gli uffici territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza, è possibile ritirare la tessera per l’anno 2020, unitamente all’attivazione di ConfApp, l’applicazione per smartphone di Confartigianato Imprese, con tutte le notizie, settore per settore, di carattere nazionale, regionale e provinciale; in quest’ultimo caso, quelle pubblicate quotidianamente da Confartigianato Cosenza.

 

 

CONFAPP, L’APPLICAZIONE DI CONFARTIGIANATO COSENZA DISPONIBILE PER IOS E ANDROID

Semplice, intuitiva e ad alto tasso d’innovazione. È ConfApp, l’applicazione per dispositivi mobili di Confartigianato Cosenza, con le notizie, gli eventi, le informazioni tecniche e le opportunità riservate agli imprenditori associati. Tutto il mondo della piccola e media impresa sempre a portata di mano ed estremamente semplice da utilizzare.

Una volta scaricata l’app, si viene profilati secondo la propria attività. Questa selezione consente all’applicazione di fornire le informazioni più utili all’associato, con riferimento al settore di appartenenza, garantendo, attraverso il proprio smartphone, tutte le informazioni occorrenti per essere sempre aggiornati.          

Per l’installazione della suddetta applicazione, basterà contattare gli uffici dell’Associazione, che seguiranno l’associato in ogni passaggio.

A quel punto,  l’imprenditore potrà avere le informazioni del proprio settore e della propria Associazione, con le notizie, gli eventi e gli appuntamenti che più lo interessano, potendo accedere, inoltre, al servizio settimanale del TG ONLINE di Confartigianato.

Un ulteriore passo di Confartigianato Cosenza, quindi, verso un futuro sempre più tecnologico ed innovativo al servizio delle imprese, fatto di personalizzazione delle informazioni e di servizi offerti agli imprenditori.

 

 

Per informazioni contattare il numero unico per l’intero territorio provinciale 0984/73955.

SETTORE MODA – WEBINAR DEL 22 LUGLIO 2020

Mercoledì 22 luglio 2020, alle ore 17.00, il presidente nazionale del Settore Moda di Confartigianto, Fabio Pietrella sarà ospite nell’ambito del webinar organizzato da Confartigianato Macerata e dedicato a:“100% Made in Italy – La garanzia del vero prodotto italiano”.

La partecipazione è riservata a tutti gli imprenditori ed è gratuita.

Le prenotazioni dovranno essere comunicate entro e non oltre oggi, 20 luglio 2020.

 

 

AGENTE E RAPPRESENTANTE DI COMMERCIO – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione per agente e rappresentante di commercio, obbligatorio ai sensi della legge n. 204/1985.

Lo stesso è rivolto a coloro i quali intendono intraprendere tale professione e che, in virtù di ciò, interagiscono quotidianamente con realtà economiche di diversa natura.

Il percorso formativo è costituito da lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, al termine delle quali i partecipanti che avranno frequentato almeno l’80% delle ore previste dal programma saranno sottoposti a verifica di apprendimento.

Agli stessi sarà rilasciato un attestato di abilitazione per l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, valido su tutto il territorio nazionale.

La frequenza di un apposito corso di formazione è fondamentale per intraprendere l’attività, presso la CCIAA competente per territorio.

Il corso è finalizzato alla formazione di figure professionali che abbiano contezza delle tendenze di mercato e siano, quindi, in grado di intervenire sulle promozioni di vendita/servizi.

La competenza sviluppata permette di definire il rapporto con il cliente ricevendone gli ordini e riscuotendone i crediti, oltre a consentire l’apprendimento di abilità riguardanti i rapporti commerciali e di rappresentanza.

Scopo finale, dunque, è formare figure professionali in linea con i criteri dettati dalla Legge 204/85 di disciplina della materia.

 

 

ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DEL COMMERCIO DEI PRODOTTI DEL SETTORE MERCEOLOGICO ALIMENTARE E ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE AI SENSI DELL'ART. 41 DELLA L.R.18/85 – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA 

È in programmazione, presso le sedi territoriali di Cosenza, Castrovillari ed Amantea, il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale per l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande e vendita dei prodotti alimentari (bar, ristoranti, pizzerie, etc.), secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85.

Si sottolinea l’opportunità di una sollecita adesione, considerato l’imminente avvio delle attività formative.

 

 

PATENTINO DA FRIGORISTA – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione per la preparazione all’esame per l’ottenimento del Patentino F-GAS, ai sensi del D.P.R. 43/2012, concernente l’attuazione del Regolamento CE n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra.

Lo stesso è obbligatorio per tutti i tecnici che realizzano installazione, manutenzione e riparazione degli impianti contenenti gas refrigeranti fluorurati ad effetto serra.

 

 

ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È di prossimo avvio il corso di formazione obbligatorio per gli addetti al Primo Soccorso - (D.Lgs. 106/09), riservato ai datori di lavoro tenuti ad assicurare il primo soccorso ai lavoratori, in caso di incidenti ed emergenza.

A tal fine, la normativa introduce nuovi obblighi ed adempimenti, modulati in funzione della classificazione dell’azienda, basata su tre parametri: natura dell’attività, dimensioni aziendali e fattori di rischio (Tipologia A,B,C).

 

 

CORSO TUTOR DSA E ADHD CATALOGO ALTA FORMAZIONE REGIONE CALABRIA – INFORMATIVA

Con riferimento al corso in argomento, organizzato dall'Università di Reggio Calabria in collaborazione con l'Associazione Potenziamenti, incluso nel catalogo dell'Alta formazione della Regione Calabria, si comunica la pubblicazione dell’Avviso Pubblico per il finanziamento di voucher per la partecipazione a percorsi di alta formazione professionalizzante inclusi nel catalogo regionale - A.A. 2019/2020, (erogabili voucher a favore dei beneficiari per un importo massimo di 6.400 Euro: fino a 4000€ per il Corso e fino a 2400€ per il tirocinio).

Il corso di alta formazione si pone l’obiettivo di professionalizzare i partecipanti che, una volta ultimato il percorso didattico ed il tirocinio formativo obbligatorio, dovranno aver acquisito idonee modalità di intervento didattico per promuovere l’apprendimento autonomo, valorizzando le reali potenzialità degli studenti con DSA e ADHD loro affidati.

La figura di tutor DSA e ADHD può operare nelle attività scolastiche ed extrascolastiche e di potenziamento didattico, sia in posizione professionale autonoma che all’interno di istituti d’istruzione i ogni ordine e grado e di enti/centri di formazione.

Il corso si terrà Cosenza con la possibilità di essere seguito, per alcune lezioni, anche a distanza. L’avvio è previsto a febbraio 2020, fino ad agosto 2020.

 

 

ADDETTO ANTINCENDIO - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Sono in programmazione, presso la sede Confartigianato Imprese di Cosenza, i corsi di formazione e aggiornamento sulla sicurezza in azienda per addetto antincendio in attività a rischio di incendio medio, ai sensi del D.M. n. 64 del 10 marzo 1998 e del D.Lgs. n. 106/09, recante i criteri generali di sicurezza antincendio e di gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.

È obbligo del datore di lavoro individuare una o più persone da formare in merito alle procedure da adottare in caso di incendio.

Occorre, altresì, fornire ai lavoratori un’adeguata informazione/formazione sui principi base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare nel caso in cui si verifichi tale emergenza.

Gli incaricati hanno l’obbligo di frequentare appositi corsi di formazione.

 

 

OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS) - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione, a Cosenza, il corso per il conseguimento del titolo di operatore socio sanitario (OSS) - (L.R. 18/85, art. 40 e D.G.R. n. 155/17).

Lo stesso è volto a fornire una formazione specifica di carattere teorico e tecnico-pratico per un profilo assistenziale polivalente, riferito ad un operatore in grado di intervenire nelle situazioni caratterizzate dalla mancanza di autonomia psicofisica dell’assistito, con un approccio che privilegia l’attenzione alla persona, alle sue esigenze e potenzialità residue.

Il corso intende fornire l’acquisizione e l’approfondimento di una professionalità polivalente con il profilo professionale.

 

 

SICUREZZA SUL LAVORO - CORSI DI FORMAZIONE  E AGGIORNAMENTO CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione, presso le sedi territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza,  il corso di formazione e  aggiornamento per Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, obbligatorio ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2001 e ss.mm. ed in virtù della nuova normativa - Accordo Stato-Regioni 2012. 

La durata è costituita da un monte ore complessivo che varia da 16, 32, 48 ore per la prima partecipazione; 4, 8, 16 per l’aggiornamento, in base al livello di rischio, rispettivamente Basso, Medio, Alto,  individuato dalla classificazione ATECO 2002_2007.

 

 

MANIPOLAZIONE DEGLI ALIMENTI – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione  per responsabili e addetti alla manipolazione degli alimenti, la cui obbligatorietà è sancita dal DGR 98/07 e dal Regolamento CE 852/04.

Sono tenuti a partecipare tutti gli operatori del settore alimentare, responsabili (titolare o legale rappresentante di società) e i lavoratori delle aziende operanti in tale ambito, addetti alla manipolazione degli alimenti, in quanto tale partecipazione sostituisce il rilascio del libretto sanitario e consente di evitare diffide e sanzioni.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, sono interessate le attività di: mensa, ristorante, pizzeria, rosticceria, pasticceria, gelateria, pastificio, panificio, allievi di scuola alberghiera, addetti alla trasformazione, lavorazione, vendita, confezionamento e trasporto degli alimenti, camerieri e baristi.

 

 

TECNICO MECCATRONICO DELLE AUTORIPARAZIONI – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È  in programmazione il corso di formazione professionale per “Tecnico meccatronico delle autoriparazioni”, ovvero l’individuo preposto alla gestione tecnica dell’azienda di autoriparazione, regolarmente iscritta nel Registro imprese o all'Albo delle imprese artigiane.

Possono, comunque, continuare a svolgere l'attività le imprese i cui responsabili tecnici (siano o meno titolari dell'impresa stessa) abbiano compiuto 55 anni di età alla data del 5 gennaio 2013 e ciò sino al compimento dell'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia.

Il superamento dell’esame finale comporta il rilascio di un attestato di qualifica professionale di “Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni”, riconosciuto dalla Regione Calabria e valido a livello nazionale ed europeo.

 

 

SICUREZZA LAVORATORI DIPENDENTI - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza ha in programmazione  il corso per lavoratori. A seguito della Conferenza Permanente fra Ministero delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Regioni e Province autonome del 21 dicembre 2011, in attuazione dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono state definite le modalità ed i criteri relativi allo svolgimento della formazione obbligatoria per la sicurezza dei lavoratori dipendenti.

In particolare, l’Accordo Stato-Regioni prevede che la formazione sulla sicurezza dei lavoratori abbia una durata variabile in funzione del settore di appartenenza dell’azienda e sia composta da un modulo di carattere “generale “ e un modulo “specifico”.

Per tutti i settori, la formazione “generale” ha una durata di 4 ore e si pone l’obiettivo di formare i lavoratori in merito ai concetti generali di prevenzione e sicurezza sul lavoro, mentre la durata  della formazione “specifica” sarà rispettivamente di 4, 8 e 12 ore, in base al livello di rischio individuato dalla classificazione ATECO 2002_2007. Si ricorda che decorsi 5 anni dalla formazione, i lavoratori dovranno obbligatoriamente frequentare un corso di aggiornamento.

 

 

IMPRENDITORE AGRICOLO PROFESSIONALE (IAP) – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza comunica che è in programmazione il corso di formazione “Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)”.

La partecipazione alle lezioni consente l’acquisizione dell’attestato di frequenza e profitto, utile ai fini della partecipazione al bando riguardante la Misura 6 del P.S.R. Calabria 2014-2020 – Annualità 2018.

Il corso avrà una durata di 150 ore, di cui 120 in aula e 30 di stage in azienda.

La frequenza è obbligatoria e le assenze consentite non possono superare il 20% del monte ore totale.

I requisiti per l’ammissione al corso sono: 

• maggiore età; 

• diploma di scuola secondaria di primo grado.

Il percorso formativo sarà incentrato sulle tematiche relative all’acquisizione e aggiornamento di conoscenze e competenze professionali per gli imprenditori agricoli.

In particolare, gli argomenti trattati affronteranno i temi del marketing e della legislazione in materia, dell’igiene e sicurezza alimentare, della sicurezza sui luoghi di lavoro, della multifunzionalità dell’attività agricola, della gestione economica dell’azienda condotta con modalità produttive eco-compatibili.

 

 

AGENTE IMMOBILIARE – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale da parte di coloro che intendono intraprendere l’attività di agente d’affari in mediazione nel settore immobiliare.

Il corso è finalizzato a fornire ai partecipanti le competenze necessarie per operare come agente d’affari in mediazione settore immobiliare e per la preparazione all’esame di abilitazione da espletare presso la Camera di Commercio.

Il percorso formativo, secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85, ha una durata complessiva di 80 ore.

Possono iscriversi tutti coloro che abbiano raggiunto la maggiore età e conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado.

 

 

WHATSAPP BUSINESS – UNA NUOVA FRONTIERA PER L’ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE AGLI ASSOCIATI

Facendo seguito a quanto già pubblicato sull’argomento, si rammenta che Confartigianato Imprese Cosenza ha attivato un nuovo servizio di informazione alle imprese associate, a mezzo WhatsApp, denominato, per l’appunto, WhatsApp Business.

Tutte le notizie e le novità inerenti alle varie categorie saranno veicolate attraverso tale nuova modalità, semplice, fruibile, sintetica, di facile e immediata consultazione.

Per rendere il servizio efficiente e applicabile nell’immediato, occorre che l’associato registri nella rubrica del  proprio telefono-cellulare il numero telefonico della scrivente che è il seguente: 0984/73955, comunicando a questa Associazione, in risposta alla presente informativa, il proprio numero di cellulare sul quale ricevere le comunicazioni.

 

 

ALBO GESTORI AMBIENTALI - SOSPENSIONE / CANCELLAZIONE PER MANCATO VERSAMENTO DEI DIRITTI DI ISCRIZIONE

Il Comitato nazionale gestori interviene ancora sul versamento dei diritti annuali d'iscrizione all'Albo alla luce della proroga del D.L. n. 18/2020 (c.d. “Decreto Cura Italia”) al 30 giugno 2020 del termine ultimo di versamento. Come è noto, infatti, l’articolo 113, comma 1, lettera d), del D.L. 18/2020, ha prorogato dal 30 aprile al 30 giugno 2020 il termine di versamento dei diritti annuali d’iscrizione all’Albo. Pertanto, per l’anno in corso - decorso il termine del 30 giugno 2020 - le Sezioni regionali sono tenute ad osservare la seguente tempistica:

a) devono deliberare le sospensioni per mancato versamento del diritto d’iscrizione entro il 31 luglio con decorrenza 15 settembre e notificare a mezzo posta elettronica certificata (PEC) all’interessato il relativo provvedimento. Nei casi di mancata notifica a causa dell’indirizzo PEC inesistente, non valido o non funzionante, devono provvedere mediante la pubblicazione sul sito web dell’Albo il 1° settembre, riportando, per ciascuna impresa, il numero d’iscrizione all’Albo, la denominazione, la ragione sociale, il codice fiscale e gli estremi del provvedimento di sospensione o di cancellazione;

b) nel caso in cui le imprese permangano per più di dodici mesi nelle condizioni di cui all’articolo 24, comma 7 del D.M. n. 120/2014, le Sezioni regionali e provinciali devono provvedere a deliberare la cancellazione dall’Albo entro il 31 luglio e a notificare, a mezzo PEC, al soggetto interessato il relativo provvedimento con decorrenza 15 settembre. Nei casi di mancata notifica del provvedimento di cancellazione a causa di un indirizzo PEC inesistente, non valido o non funzionante, le Sezioni regionali, come già disposto alla lettera a), dovranno provvedere mediante pubblicazione sul sito web dell’Albo il 1° settembre.

 

 

ECONOMIA CIRCOLARE - FISSATI I CRITERI, LE CONDIZIONI E LE PROCEDURE PER L’EROGAZIONE DELLE AGEVOLAZIONI A SOSTEGNO DELL’INNOVAZIONE

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 177 del 15 luglio 2020, il decreto 11 giugno 2020 del Ministro dello Sviluppo recante “Criteri, condizioni e procedure per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell'ambito dell'economia circolare”. Il Ministero con questa misura, intende sostenere la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative e sostenibili, al fine di promuovere la riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse abbia una maggiore durata e la produzione di rifiuti sia ridotta al minimo. Il decreto stabilisce i criteri, le condizioni e le procedure per la concessione e l’erogazione delle agevolazioni dirette al sostegno nell'ambito del Fondo per la crescita sostenibile, di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse. Per la concessione delle agevolazioni previste dal presente decreto sono rese disponibili le seguenti risorse:

a) cento milioni di euro per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato a valere sulle risorse del FRI, il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca di cui all'art. 1, comma 354, della legge 30 dicembre 2004 n. 311;

b) quaranta milioni di euro per la concessione delle agevolazioni nella forma del contributo diretto alla spesa, a valere sulle disponibilità per il 2020 del FSC, il Fondo per lo sviluppo e la coesione di cui all'art. 4 del decreto legislativo n. 88 del 31 maggio 2011, e successive modifiche e integrazioni. Possono beneficiare delle agevolazioni:

a) le imprese che esercitano in via prevalente le attività di cui all'art. 2195 del Codice civile, numeri 1) e 3), ivi comprese le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;

b) le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;

c) le imprese che esercitano in via prevalente le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell'art. 2195 del Codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);

d) i centri di ricerca.

I progetti ammissibili alle agevolazioni devono prevedere attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, strettamente connesse tra di loro in relazione all'obiettivo previsto dal progetto, finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali relative a:

a) innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un'ottica di economia circolare o a «rifiuto zero» e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);

b) progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;

c) sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l'uso razionale e la sanificazione dell'acqua;

d) strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di efficientare il ciclo produttivo;

e) sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente (smart packaging) che prevedano anche l'utilizzo di materiali recuperati;

f) sistemi di selezione del materiale multileggero, al fine di aumentare le quote di recupero e di riciclo di materiali piccoli e leggeri.

Sono ammissibili progetti che presentino un elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità, realizzati nell'ambito delle tematiche rilevanti per l'economia circolare.

Il Ministero dello Sviluppo Economico dovrà ora emanare il provvedimento che determinerà l’apertura dei termini per la presentazione delle domande.

 

 

D.L. N. 76/2020 - PUBBLICATO IL “DECRETO SEMPLIFICAZIONI” - APPALTI, SEMPLIFICAZIONE DEI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI, DIGITALIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E GREEN ECONOMY

Approvato dal Consiglio dei Ministri, è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 178 - Supplemento Ordinario n. 24, il Decreto-Legge 16 luglio 2020, n. 76, recante “Misure urgenti per la semplificazione e l'innovazione digitale”. Il provvedimento costituisce un intervento organico volto: - alla semplificazione dei procedimenti amministrativi, - all’eliminazione e alla velocizzazione di adempimenti burocratici, - alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, - al sostegno all’economia verde e all’attività di impresa. Il decreto interviene, in particolare, in quattro ambiti principali:

• semplificazioni in materia di contratti pubblici ed edilizia;

• semplificazioni procedimentali e responsabilità;

• misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale;

• semplificazioni in materia di attività di impresa, ambiente e green economy.

Il provvedimento va incontro alla necessità di realizzare un'accelerazione degli investimenti e delle infrastrutture attraverso la semplificazione delle procedure in materia di contratti pubblici e di edilizia. Inoltre, tiene conto del bisogno urgente di introdurre misure di semplificazione procedimentale e di sostegno e diffusione dell'amministrazione digitale, nonché interventi di semplificazione in materia di responsabilità del personale delle amministrazioni. Con il decreto-legge vengono adottate anche misure di semplificazione in materia di attività imprenditoriale, di ambiente e di green economy, al fine di fronteggiare le ricadute economiche conseguenti all'emergenza epidemiologica da Covid-19.

 

 

D.L. N. 76/2020 - AGGIUDICAZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI SOTTO SOGLIA - DETTATA UNA NORMA TRANSITORIA

L’articolo 1, rubricato “Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia” è dedicato alle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia. Si tratta di una norma transitoria, con efficacia limitata alle procedure avviate fino al 31 luglio 2021, che prevede solo due modalità di affidamento dei contratti pubblici. Le stazioni appaltanti procedono all’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture, nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, di importo inferiore alle soglie comunitarie, pari a 5 milioni di euro, secondo le seguenti modalità:

a) affidamento diretto per lavori, servizi e forniture di importo inferiore a 150.000 euro;

b) procedura negoziata, senza bando, previa consultazione di almeno 5 operatori economici, ove esistenti, nel rispetto di un criterio di rotazione degli inviti, che tenga conto anche di una differenziazione territoriale degli invitati, individuati in base ad indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici, per l’affidamento di servizi e forniture di importo pari o superiore a 150.000 euro e di lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a 350.000 euro, ovvero di almeno 10 operatori per lavori di importo pari o superiore a 350.000 euro e inferiore a un milione di euro, ovvero di almeno 15 operatori per lavori di importo pari o superiore a un milione di euro. La stazione appaltante non può chiedere le garanzie provvisorie (art. 93 D.Lgs. 50/2016), salvo che, in considerazione della tipologia e specificità della singola procedura, ricorrano particolari esigenze che giustifichino tale richiesta, che la stazione appaltante indica nell’avviso di indizione della gara o in altro atto equivalente. Ricordiamo che la disciplina vigente  prevede 5 procedure differenziate in base alle soglie e alla tipologia di contratto da stipulare (lavori, servizi o forniture). In particolare:

a) fino a 40.000 mila euro, affidamento diretto;

b) tra 40.000 mila euro e 150.000 euro per lavori o fino alle soglie comunitarie per servizi e forniture, mediante affidamento diretto previa valutazione di tre preventivi, ove esistenti, per i lavori, e, per i servizi e le forniture, di almeno cinque operatori;

c) per lavori tra 150.000 e 350.000 mediante la procedura negoziata dell’articolo 63, previa consultazione di almeno 10 operatori economici;

c-bis) per lavori tra 350.000 e 1 milione di euro mediante la procedura negoziata previa consultazione di almeno quindici operatori;

d) per lavori tra 1 milione di euro e le soglie comunitarie mediante procedura aperta.

 

 

D.L. N. 76/2020 - AGGIUDICAZIONE DEI CONTRATTI PUBBLICI SOPRA SOGLIA E DI RILEVANZA NAZIONALE

L’articolo 2, rubricato “Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sopra soglia”, dispone che fino al 31 luglio 2021, le procedure di affidamento applicabili ai contratti superiori alle soglie comunitarie ovvero a contratti relativi a opere di rilevanza nazionale, qualora la determina a contrarre o altro atto di avvio del procedimento equivalente sia adottata entro il 31 luglio 2021 e salve le ipotesi in cui la procedura sia sospesa per effetto di provvedimenti dell’autorità giudiziaria, l’aggiudicazione o l’individuazione definitiva del contraente avviene entro il termine di 6 mesi dalla data di adozione dell’atto di avvio del procedimento. Il mancato rispetto di tale termine, la mancata tempestiva stipulazione del contratto e il tardivo avvio dell’esecuzione dello stesso possono essere valutati ai fini della responsabilità del responsabile unico del procedimento per danno erariale e, qualora imputabili all’operatore economico, costituiscono causa di esclusione dell’operatore dalla procedura o di risoluzione del contratto per inadempimento che viene senza indugio dichiarata dalla stazione appaltante e opera di diritto. Le stazioni appaltanti procedono all’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 del D.Lgs. n. 50/2016, mediante la procedura aperta, ristretta o, previa motivazione sulla sussistenza dei presupposti previsti dalla legge, della procedura competitiva con negoziazione di cui agli articoli 61 e 62 del decreto legislativo n. 50 del 2016, per i settori ordinari, e di cui agli articoli 123 e 124, per i settori speciali, in ogni caso con i termini ridotti di cui all’articolo 8, comma 1, lettera c) (comma 2). Per l’affidamento delle attività di esecuzione di lavori, servizi e forniture nonché dei servizi di ingegneria e architettura, inclusa l’attività di progettazione, di opere di importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 35 del D.Lgs. n. 50/2016, la procedura negoziata di cui all’articolo 63 del D.Lgs. n. 50 del 2016, per i settori ordinari, e di cui all’articolo 125, per i settori speciali può essere utilizzata nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivanti dagli effetti negativi della crisi causata dalla pandemia COVID-19 o dal periodo di sospensione delle attività determinato dalle misure di contenimento adottate per fronteggiare la crisi, i termini, anche abbreviati, previsti dalle procedure ordinarie non possono essere rispettati. Per ogni procedura di appalto è nominato un responsabile unico del procedimento che, con propria determinazione adeguatamente motivata, valida ed approva ciascuna fase progettuale o di esecuzione del contratto, anche in corso d’opera.(comma 5). Gli atti delle stazioni appaltanti adottati ai sensi del presente articolo sono pubblicati e aggiornati sui rispettivi siti istituzionali, nella sezione «Amministrazione tra-sparente» e sono soggetti alla disciplina di cui al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Nella medesima sezione sono altresì pubblicati gli ulteriori atti indicati all’articolo 29, comma 1, del D.Lgs. n. 50/2016. Il ricorso ai contratti secretati di cui all’articolo 162 del D.Lgs. n. 50 del 2016 è limitato ai casi di stretta necessità e richiede una specifica motivazione.

 

 

D.L. N. 76/2020 - VERIFICHE ANTIMAFIA E PROTOCOLLI DI LEGALITÀ

L’articolo 3, rubricato “Verifiche antimafia e protocolli di legalità” prevede la generalizzazione del sistema del rilascio della documentazione antimafia in via d’urgenza. Nei procedimenti avviati su istanza di parte, che hanno ad oggetto l’erogazione di benefici economici comunque denominati, erogazioni, contributi, sovvenzioni, finanziamenti, prestiti, agevolazioni e pagamenti da parte di pubbliche amministrazioni, qualora il rilascio della documentazione non sia immediatamente conseguente alla consultazione della banca dati di cui all’art. 96 D.Lgs. 159/2011 (Codice delle leggi antimafia) - al fine di potenziare e semplificare il sistema delle verifiche antimafia per corrispondere con efficacia e celerità alle esigenze degli interventi di sostegno e rilancio del sistema economico produttivo conseguenti all’emergenza sanitaria globale del Covid-19 - fino al 31 luglio 2021, ricorre sempre il caso d’urgenza e si procede ai sensi dell’articolo 92, comma 3, del D.Lgs. n. 159/2011. Fino al 31 luglio 2021, per le verifiche antimafia riguardanti l’affidamento e l’esecuzione dei contratti pubblici aventi ad oggetto lavori, servizi e forniture, si procede mediante il rilascio della informativa liberatoria provvisoria, immediatamente conseguente alla consultazione della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia (BDNA) ed alle risultanze delle altre banche dati disponibili, anche quando l'accertamento è eseguito per un soggetto che risulti non censito, a condizione che non emergano nei confronti dei soggetti sottoposti alle verifiche antimafia le situazioni di cui agli articoli 67 e 84, comma 4, lettere a), b), c) di cui al D.Lgs. n. 159/2011. La informativa liberatoria provvisoria consente di stipulare, approvare o autorizzare i contratti e subcontratti relativi a lavori, servizi e forniture, sotto condizione risolutiva, fermo restando le ulteriori verifiche ai fini del rilascio della documentazione antimafia da completarsi entro trenta giorni (commi 2 e 3). Qualora la documentazione successivamente pervenuta accerti la sussistenza di una delle cause interdittive, sono revocati i benefici economici, le erogazioni, i contributi, le sovvenzioni, i finanziamenti, i prestiti, le agevolazioni e i pagamenti e i soggetti coinvolti recedono dai contratti, fatto salvo il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute per l'esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità conseguite. Con decreto del Ministro dell’interno possono, inoltre, essere individuate ulteriori misure di semplificazione relativamente alla competenza delle Prefetture in materia di rilascio della documentazione antimafia ed ai connessi adempimenti. Con il comma 7, al D.Lgs. n. 159/2011 viene inoltre aggiunto un nuovo articolo: l’articolo 83-bis, rubricato “Protocolli di legalità”. Il Ministero dell’Interno, oltre che con i soggetti “istituzionali”, può sottoscrivere protocolli, o altre intese comunque denominate, per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di criminalità organizzata, anche con imprese di rilevanza strategica per l’economia nazionale, nonché con associazioni maggiormente rappresentative a livello nazionale di categorie produttive, economiche o imprenditoriali. Tali protocolli possono prevedere modalità per il rilascio della documentazione antimafia anche su richiesta di soggetti privati, nonché determinare le soglie di valore al di sopra delle quali è prevista l’attivazione degli obblighi previsti dai protocolli medesimi. I protocolli possono prevedere l’applicabilità delle previsioni del presente decreto anche nei rapporti tra contraenti, pubblici o privati, e terzi, nonché tra aderenti alle associazioni contraenti e terzi. Le stazioni appaltanti devono prevedere negli avvisi, bandi di gara o lettere di invito che il mancato rispetto dei proto-colli di legalità costituisce causa di esclusione dalla gara o di risoluzione del contratto.

 

 

D.L. N. 76/2020 - SEMPLIFICAZIONI E ALTRE MISURE IN MATERIA EDILIZIA

L’art. 10, rubricato “Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia” prevede misure di semplificazione, velocizzazione e agevolazione degli interventi in materia edilizia, tra cui le più significative sono:

1) rimozione del vincolo del medesimo sedime e della medesima sagoma, stabilendo che, per gli interventi di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione disciplinati da un piano urbanistico che preveda un programma di rigenerazione urbana, la ricostruzione sia comunque consentita con la sola osservanza delle distanze legittimamente preesistenti;

2) ammissibilità di modifiche dei prospetti come opere di manutenzione straordinaria se indispensabili a garantire l’agibilità o l’accessibilità delle unità immobiliari (mentre sarebbero da qualificare come una ristrutturazione edilizia nei restanti casi);

3) chiarimento dei requisiti e delle specificità degli interventi di ristrutturazione ricostruttiva;

4) previsione della conferenza di servizi semplificata per acquisire gli atti di assenso di altre amministrazioni richiesti per la realizzazione dell’intervento, allo scopo di standardizzare e accelerare i termini di svolgimento delle procedure edilizie;

5) possibilità di fare ricorso alla richiesta di permesso di costruire in deroga anche per gli interventi di ristrutturazione edilizia, previa deliberazione del Consiglio comunale che ne attesta l'interesse pubblico;

6) classificazione della realizzazione di strutture leggere destinate a essere rimosse alla fine del loro utilizzo stagionale quale attività edilizia libera;

7) possibilità di una proroga della validità dei titoli edilizi, prevedendo che prima che siano decorsi i termini per l’inizio o per la fine dei lavori (rispettivamente di un anno e di 3 anni dal rilascio del titolo), il privato possa prorogarli con una mera comunicazione allo Sportello unico comunale, nonché la possibilità di una proroga ulteriore, discrezionale, ove ricorrano giustificate ragioni;

8) aumento della riduzione del contributo di costruzione per gli interventi di rigenerazione urbana; 9) rilascio d’ufficio dell’attestazione dell’avvenuta formazione del silenzio assenso da parte dello sportello unico edilizia (SUE).

Con l’aggiunta dell’art. 34-bis, rubricato “Tolleranze costruttive”, al D.P.R. n. 380/2001, si stabilisce che il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro il limite del 2 per cento delle misure previste nel titolo abilitativo. Fuori dai casi elencati sopra, limitatamente agli immobili non sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), costituiscono inoltre tolleranze esecutive le irregolarità geometriche e le modifiche alle finiture degli edifici di minima entità, nonché la diversa collocazione di impianti e opere interne, eseguite durante i lavori per l’attuazione di titoli abilitativi edilizi, “a condizione che non comportino violazione della disciplina urbanistica ed edilizia e non pregiudichino l’agibilità dell’immobile”. Le tolleranze esecutive in questione, realizzate nel corso di precedenti interventi edilizi, non costituendo violazioni edilizie, devono essere dichiarate dal tecnico abilitato, ai fini dell’attestazione dello stato legittimo degli immobili, nella modulistica relativa a nuove istanze, comunicazioni e segnalazioni edilizie ovvero, con apposita dichiarazione asseverata allegata agli atti aventi per oggetto trasferimento o costituzione, ovvero scioglimento della comunione, di diritti reali.

 

 

D.L. N. 76/2020 - MODIFICHE ALLA LEGGE 7 AGOSTO 1990, N. 241

La legge 7 agosto 1990, n. 241 è stata oggetto di numerosi interventi di modifica nel corso degli ultimi anni che hanno riguardato i più significativi istituti. Questo nuovo intervento dettato dall’articolo 12 si propone di apportare limitate modifiche volte a rendere effettivi alcuni istituti e alcune finalità già insite nella legge, tenendo conto delle criticità emerse in fase applicativa, nonché a ridurre i tempi dei procedimenti. In primo luogo, per quanto concerne i termini di conclusione dei procedimenti, l’esigenza è quella di rendere effettivo il provvedimento ovvero l’atto di assenso comunque denominato, acquisito “per silentium” sia nell’ambito della conferenza di servizi sia ai sensi degli articoli 17- bis e 20 della legge 241 del 1990. Tale previsione mira a risolvere il problema degli “atti tardivi” e a garantire la piena efficacia della regola del silenzio assenso, al fine di evitare che l’attesa illimitata di un atto di dissenso espresso, pur se sopravvenuto oltre i termini prefissati, vanifichi ogni funzione acceleratoria. Viene, pertanto, chiarito che nei casi già previsti dalla legge 241, la scadenza dei termini fa venire meno il potere postumo di dissentire, fatto salvo il potere di annullamento d’ufficio ai sensi dell’articolo 21- nonies, qualora ne ricorrano i presupposti e le condizioni, con conseguente espressa declaratoria di inefficacia dell’atto di dissenso che sia adottato dopo la già avvenuta formazione del silenzio assenso.

1) All’articolo 2, rubricato “Conclusione dei procedimenti”, vengono aggiunti due nuovi commi: il 4-bis e l’ 8-bis. I tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi, sono tra i problemi che affliggono maggiormente cittadini e imprese. Non solo i tempi sono eccessivamente lunghi, ma per gli utenti è anche difficile conoscere sia i termini entro cui – in base alle previsioni normative – dovrebbero ottenere una risposta dalla PA, sia la durata effettiva di tali procedimenti. Con l’aggiunta del comma 4-bis si dispone che le pubbliche amministrazioni misurino la durata effettiva dei procedimenti di maggiore impatto per i cittadini e per le imprese e che pubblichino e comparino i termini dei procedimenti normativamente previsti e i tempi effettivi di conclusione degli stessi. Con un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, dovranno essere definiti i criteri per la misurazione dei tempi effettivi di conclusione dei procedimenti in modo da garantire la necessaria omogeneità. Con l’aggiunta del comma 8-bis si dispone che i provvedimenti, le autorizzazioni, i pareri, i nulla osta e gli atti di assenso comunque denominati, adottati dopo la scadenza dei termini previsti da alcuni precisi articoli, nonché i provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi adottati dopo la scadenza dei termini di cui all’articolo 19, commi 3 e - 6-bis, sono inefficaci, fermo restando quanto previsto dall’articolo 21-nonies, ove ne ricorrano i presupposti e le condizioni.

I termini alla cui scadenza è necessario far riferimento per l’adozione dei provvedimenti sono quelli di cui agli articoli:

- 14-bis, comma 2, lettera c), nel quale si prevede “il termine perentorio, comunque non superiore a quarantacinque giorni, entro il quale le amministrazioni coinvolte devono rendere le proprie determinazioni relative alla decisione oggetto della conferenza, fermo restando l'obbligo di rispettare il termine finale di conclusione del procedimento. Se tra le suddette amministrazioni vi sono amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, o alla tutela della salute dei cittadini, ove disposizioni di legge o i provvedimenti di cui all'articolo 2 non prevedano un termine diverso, il suddetto termine è fissato in novanta giorni”;

- 14-ter, comma 2, nel quale si prevede che “I lavori della conferenza si concludono non oltre quarantacinque giorni decorrenti dalla data della riunione di cui al comma 1. Nei casi di cui all'articolo 14-bis, comma 7, qualora siano coinvolte amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggisticoterritoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini, il termine è fissato in novanta giorni. Resta fermo l'obbligo di rispettare il termine finale di conclusione del procedimento”;

- 17-bis, commi 1 e 3; nel quale si prevede che “1. Nei casi in cui è prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta comunque denominati di amministrazioni pubbliche e di gestori di beni o servizi pubblici, per l'adozione di provvedimenti normativi e amministrativi di competenza di altre amministrazioni pubbliche, le amministrazioni o i gestori competenti comunicano il proprio assenso, concerto o nulla osta entro trenta giorni dal ricevimento dello schema di provvedimento, corredato della relativa documentazione, da parte dell'amministrazione procedente. Il termine è interrotto qualora l'amministrazione o il gestore che deve rendere il proprio assenso, concerto o nulla osta rappresenti esigenze istruttorie o richieste di modifica, motivate e formulate in modo puntuale nel termine stesso. In tal caso, l'assenso, il concerto o il nulla osta è reso nei successivi trenta giorni dalla ricezione degli elementi istruttori o dello schema di provvedimento; non sono ammesse ulteriori interruzioni di termini”. Tali disposizioni – come disposto dal successivo comma 3 - si applicano anche ai casi in cui è prevista l'acquisizione di assensi, concerti o nulla osta comunque denominati di amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali e della salute dei cittadini, per l'adozione di provvedimenti normativi e amministrativi di competenza di amministrazioni pubbliche.

- 20, comma 1, nel quale si dispone che, fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di 30 giorni (salvo diverso termine previsto da apposite disposizione di legge), il provvedimento di diniego, ovvero non procede nei termini previsti. Tali termini decorrono dalla data di ricevimento della domanda del privato. Ricordiamo che il comma 3 dell’articolo 2 ha previsto l’emanazione di appositi decreti che individuino “i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali”. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini non superiori a novanta giorni entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza.

- 19, commi 3 e - 6-bis, nei quali si prevede che l'amministrazione competente, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti previsti, nel termine di sessanta giorni dal ricevimento della segnalazione, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa. Qualora sia possibile conformare l'attività intrapresa e i suoi effetti alla normativa vigente, l'amministrazione competente, con atto motivato, invita il privato a provvedere prescrivendo le misure necessarie con la fissazione di un termine non inferiore a trenta giorni per l'adozione di queste ultime. In difetto di adozione delle misure da parte del privato, decorso il suddetto termine, l'attività si intende vietata. Con lo stesso atto motivato, in presenza di attestazioni non veritiere o di pericolo per la tutela dell'interesse pubblico in materia di ambiente, paesaggio, beni culturali, salute, sicurezza pubblica o difesa nazionale, l'amministrazione dispone la sospensione dell'attività intrapresa. L'atto motivato interrompe il termine di cui al primo periodo, che ricomincia a decorrere dalla data in cui il privato comunica l'adozione delle suddette misure. In assenza di ulteriori provvedimenti, decorso lo stesso termine, cessano gli effetti della sospensione eventualmente adottata. Nei casi di Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) in materia edilizia – come stabilito dal comma 6-bis dello stesso articolo 19 - il termine di sessanta giorni previsto al comma 3 è ridotto a trenta giorni.

Dunque, gli atti di assenso comunque denominati, nonché i provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi, adottati dopo la scadenza dei termini previsti dagli articoli illustrati sopra, sono inefficaci, fermo restando, tuttavia, quanto previsto dall’articolo 21-nonies, ove ne ricorrano i presupposti e le condizioni. In tale articolo - rubricato “Annullamento d’ufficio” - si stabilisce che il provvedimento amministrativo illegittimo può essere annullato d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole, comunque non superiore a diciotto mesi dal momento dell'adozione dei provvedimenti di autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, inclusi i casi in cui il provvedimento si sia formato con il silenzio-assenso, e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall'organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge.

 

2) Con la modifica degli articoli 3-bis, 5 e 8, della L. n. 241/1990, vengono introdotte misure di semplificazione per favorire la partecipazione di cittadini e imprese al procedimento amministrativo telematico. In particolare, si afferma il principio generale che le pubbliche amministrazioni, per conseguire maggiore efficienza nella loro attività, agiscono mediante strumenti informatici e telematici sia nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni, che nei rapporti con i privati. Al fine di contribuire alla effettività della previsione - con la modifica delle lett. c) e d), del comma 2 dell’art. 8 - si introducono delle semplificazioni per consentire la visione degli atti in forma digitale, nonché l’esercizio in modalità digitale degli altri diritti di accesso e partecipazione previsti dalla stessa legge n. 241 del 1990.

 

3) Un altro intervento riguarda l’articolo. 10-bis della legge 241 sulla comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza del privato (art. 11, comma 1, lett. e). Nella nuova formulazione dell’articolo si stabilisce che nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l'autorità competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione del provvedimento finale. La comunicazione di cui al primo periodo sospende i termini di conclusione dei procedimenti, che ricominciano a decorrere dieci giorni dopo la presentazione delle osservazioni o, in mancanza delle stesse, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Qualora gli istanti abbiano presentato osservazioni, del loro eventuale mancato accoglimento il responsabile del procedimento o l’autorità competente sono tenuti a dare ragione nella motivazione del provvedimento finale di diniego indicando, se ve ne sono, i soli motivi ostativi ulteriori che sono conseguenza del-le osservazioni. In caso di annullamento in giudizio del provvedimento così adottato, nell’esercitare nuovamente il suo potere l’amministrazione non può addurre per la prima volta motivi ostativi già emergenti dall’istruttoria del provvedimento annullato. Connessa alla modifica dell’articolo 10-bis è la modifica al comma 2 dell’articolo 21-octies (Annullabilità del provvedimento). Con l’aggiunta finale del seguente periodo “La disposizione di cui al secondo periodo non si applica al provvedimento adottato in violazione dell’articolo 10 -bis” si specifica che è sempre annullabile il provvedimento adottato in violazione della normativa sul preavviso di diniego (art. 11, comma 1, lett. i)).

 

4) Anche all’articolo 16 viene disposta una modifica volta ad accelerare l’adozione dei provvedimenti, prevedendo che l’amministrazione proceda indipendentemente dall’espressione del parere se questo non venga reso nei termini (art. 11, comma 1, lett. f)).

 

5) Altro articolo che viene modificato è l’articolo 18 della L. n. 241/1990, rubricato “Autocertificazione”, al quale viene aggiunto il comma 3-bis, dove si stabilisce che “Nei procedimenti avviati su istanza di parte, che hanno ad oggetto l'erogazione di benefici economici comunque denominati, indennità, prestazioni previdenziali e assistenziali, erogazioni, contributi, sovvenzioni, finanziamenti, prestiti, agevolazioni, da parte di pubbliche amministrazioni ovvero il rilascio di autorizzazioni e nulla osta comunque denominati, le dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, ovvero l’acquisizione di dati e documenti di cui ai commi 2 e 3, sostituiscono ogni tipo di documentazione comprovante tutti i requisiti soggettivi ed oggettivi richiesti dalla normativa di riferimento, fatto comunque salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.”. Ricordiamo che nei precedenti commi (1, 2 e 3) si stabilisce che le amministrazioni sono tenute ad adottare misure organizzative idonee a garantire l'applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di presentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche amministrazioni di cui al D.P.R. n. 445/2000.

Al comma 2 si stabilisce che i documenti attestanti atti, fatti, qualità e stati soggettivi, necessari per l'istruttoria del procedimento, devono essere acquisiti d'ufficio quando sono in possesso dell'amministrazione procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da altre pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente può richiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti. Dovranno altresì essere accertati d'ufficio dal responsabile del procedimento i fatti, gli stati e le qualità che la stessa amministrazione procedente o altra pubblica amministrazione è tenuta a certificare.

 

6) Al comma 2 dell’articolo 11, si dispone che entro il 31 dicembre 2020 le amministrazioni e gli enti pubblici statali dovranno provvedere a verificare e a rideterminare, in riduzione, i termini di durata dei procedimenti di loro competenza ai sensi dell’articolo 2, relativo alla “Conclusione dei procedimenti”, della legge 7 agosto 1990, n. 241.

 

 

D.L. N. 76/2020 - ACCELERAZIONE DEL PROCEDIMENTO IN CONFERENZA DI SERVIZI

L’articolo 13, rubricato “Accelerazione del procedimento in conferenza di servizi” definisce una procedura di conferenza di servizi straordinaria, per un tempo determinato (fino al 31 dicembre 2021), al fine di introdurre semplificazioni procedimentali per talune opere la cui realizzazione è necessaria per il superamento della fase emergenziale o per far fronte agli effetti negativi, di natura sanitaria ed economica, derivanti dalle misure di contenimento e dall’emergenza sanitaria globale del COVID-19 e per i quali vi è una situazione di estrema urgenza. In particolare, la disposizione consente alle amministrazioni di procedere esclusivamente mediante conferenza di servizi semplificata, in modalità asincrona, ai sensi dell’articolo 14-bis della legge n. 241 del 1990, prevedendo, altresì, che la conferenza operi secondo una tempistica più breve rispetto a quanto attualmente prescritto per il rilascio delle determinazioni di competenza da parte delle amministrazioni partecipanti. Tutte le amministrazioni coinvolte rilasciano le determinazioni di competenza entro il termine perentorio di sessanta giorni (attualmente il termine è di novanta giorni). Inoltre, laddove al termine della conferenza semplificata l’amministrazione procedente ritenga necessario effettuare un’analisi contestuale degli interessi coinvolti, svolge entro trenta giorni decorrenti dalla scadenza del termine per il rilascio delle determinazioni di competenza delle singole amministrazioni, una riunione da tenersi esclusivamente in modalità telematica, nella quale prende atto delle posizioni delle amministrazioni e procede, senza ritardo, alla stesura della determinazione motivata di conclusione della conferenza. Si considera in ogni caso acquisito l’assenso senza condizioni delle amministrazioni che non abbiano partecipato alla riunione ovvero, pur partecipandovi, non abbiano espresso la propria posizione, ovvero abbiano espresso un dissenso non motivato o riferito a questioni che non costituiscono oggetto della conferenza. Nei casi ove si renda necessario riconvocare la conferenza di servizi sul livello successivo di progettazione tutti i termini sono ridotti della metà e gli ulteriori atti di autorizzazione, di assenso e i pareri comunque denominati, eventualmente necessari in fase di esecuzione, sono rilasciati in ogni caso nel termine di sessanta giorni dalla richiesta.

 

 

D.L. N. 76/2020 - AGENDA PER LA SEMPLIFICAZIONE E MODULISTICA STANDARDIZZATA

L’articolo 15, rubricato “Agenda per la semplificazione, ricognizione e semplificazione dei procedimenti e modulistica standardizzata” - con delle modifiche apportate all’articolo 24 del D.L. n. 90/2014, convertito dalla L. n. 114/2014 - prevede l’adozione di una Agenda per la semplificazione per il periodo 2020-2023 e la ricognizione delle procedure al fine di individuare le attività soggette ad autorizzazione, giustificate da motivi imperativi di interesse generale, e le attività che potranno essere soggette a mero obbligo di comunicazione; ciò al fine di poter dare inizio a un percorso condiviso, finalizzato alla successiva adozione di provvedimenti volti alla eliminazione delle autorizzazioni, degli adempimenti e di misure incidenti sulla libertà di iniziativa economica, ritenuti non indispensabili, ovvero a semplificare i relativi procedimenti, in modo da ridurre il numero delle fasi e delle amministrazioni intervenienti, estendendo l’ ambito delle attività liberamente esercitabili. Tale misura di semplificazione è volta ad assicurare l’omogeneità sul territorio nazionale della documentazione e delle informazioni richieste dalla pubblica amministrazione ai privati per la presentazione di istanze, dichiarazioni, segnalazioni, garantendo anche la conoscibilità degli adempimenti e degli oneri amministrativi a loro carico. In particolare, con l’aggiunta del nuovo comma 1-bis, al citato articolo 24, si dispone che, entro centocinquanta giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, lo Stato, le Regioni e le autonomie locali, sentite le associazioni imprenditoriali, completano la ricognizione dei procedimenti amministrativi al fine di individuare:

a) le attività soggette ad autorizzazione, giustificate da motivi imperativi di interesse generale e le attività soggette ai regimi giuridici di cui agli articoli 19, 19-bis e 20 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero al mero obbligo di comunicazione;

b) i provvedimenti autorizzatori, gli adempimenti e le misure incidenti sulla libertà di iniziativa economica ritenuti non indispensabili, fatti salvi quelli imposti dalla normativa dell’Unione europea e quelli posti a tutela di princìpi e interessi costituzionalmente rilevanti;

c) i procedimenti da semplificare;

d) le discipline e tempi uniformi per tipologie omogenee di procedimenti;

e) i procedimenti per i quali l’autorità competente può adottare un’autorizzazione generale;

f) i livelli di regolazione superiori a quelli minimi richiesti per l’adeguamento alla normativa dell’Unione europea.

Gli esiti della ricognizione sono trasmessi al Presidente del Consiglio di ministri e al Ministro per la pubblica amministrazione, alla Conferenza delle regioni e delle province autonome, all’Unione delle province italiane e all’Associazione nazionale dei comuni italiani”.

Viene, dunque, prevista una ricognizione delle procedure al fine di tipizzare e individuare le attività soggette ad autorizzazione, giustificate da motivi imperativi di interesse generale, e le attività soggette ai regimi giuridici di cui agli articoli 19, 19 bis e 20 della legge n. 241 del 1990, nonché quelle soggette a mero obbligo di comunicazione; ciò al fine di poter dare inizio ad un percorso condiviso, finalizzato alla successiva adozione di provvedimenti volti alla eliminazione delle autorizzazioni, degli adempimenti e di misure incidenti sulla libertà di iniziativa economica, ritenuti non indispensabili, ovvero a semplificare i relativi procedimenti, in modo da ridurre il numero delle fasi e delle amministrazioni intervenienti, estendendo l’ ambito delle attività liberamente esercitabili. La disposizione prevede, inoltre, l’adozione di una modulistica standardizzata per cittadini e imprese, adottata d’intesa con le Regioni e gli enti locali, generalizzando una positiva esperienza già realizzata per le attività edilizie, artigianali e commerciali . Tale misura di semplificazione è volta ad assicurare l’omogeneità sul territorio nazionale della documentazione e delle informazioni richieste dalla pubblica amministrazione ai privati per la presentazione di istanze, dichiarazioni, segnalazioni, garantendo anche la conoscibilità degli adempimenti e degli oneri amministrativi a loro carico.

 

 

D.L. N. 76/2020 - IDENTITÀ DIGITALE, DOMICILIO DIGITALE E ACCESSO AI SERVIZI DIGITALI - “PENSARE IN DIGITALE” - PREVISTO IL CODICE DI CONDOTTA TECNOLOGICA

Il Titolo III del provvedimento in commento è dedicato alle “Misure di semplificazione per il sostegno e la diffusione dell’amministrazione digitale”. Il Capo I viene, in particolare dedicato alla cittadinanza digitale e all’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione. La possibilità per i cittadini di fruire dei servizi attraverso la propria identità digitale è ampliata a quelli erogati dai concessionari di pubblici servizi e dalle società a controllo pubblico. La Pubblica Amministrazione dovrà “pensare in digitale”. Le nuove norme intendono dare una spinta forte, attraverso regole chiare e scadenze da rispettare, alla trasformazione digitale del Paese. Per la Pubblica Amministrazione il processo di digitalizzazione deve portare a semplificazioni delle procedure, miglioramento dell’efficienza e abbattimento di numerosi costi. I servizi delle pubbliche amministrazioni dovranno diventare fruibili anche attraverso i dispositivi mobili (smartphone, tablet), attraverso il punto di accesso o applicazione AppIO.

Al fine di semplificare e favorire l’accesso ai servizi in rete della Pubblica Amministrazione da parte di cittadini e imprese e l’effettivo esercizio del diritto all’uso delle tecnologie digitali, l’articolo 24, rubricato “Identità digitale, domicilio digitale e accesso ai servizi digitali”, apporta modifiche significative al D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale – CAD).

 

1) Con la modifica del comma 1-bis, dell’art. 3-bis (rubricato “Identità digitale e Domicilio digitale”) si stabilisce che nel caso in cui il domicilio eletto risulti non più attivo si dovrà procedere alla cancellazione d’ufficio dall’indice nazionale dei domicili digitali delle persone fisiche e degli altri enti di diritto privato, non tenuti all'iscrizione in albi professionali o nel registro delle imprese secondo le modalità fissate nelle Linee guida. Con le stesse Linee guida dovranno essere definite le modalità di gestione e di aggiornamento dell’elenco dei domicili digitali anche nei casi di decesso del titolare del domicilio digitale eletto o di impossibilità sopravvenuta di avvalersi del domicilio. Dovranno altresì essere determinate “le modalità con le quali ai predetti soggetti può essere reso disponibile un domicilio digitale ovvero altre modalità con le quali, anche per superare il divario digitale, i documenti possono essere messi a disposizione e consegnati a coloro che non hanno accesso ad un domicilio digitale.” (art. 24, comma 1, lett. a)).

 

2) Con la modifica dell’art. 6-bis del CAD (rubricato: “Indice nazionale dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti”), si stabilisce che nell’Indice nazionale dei domicili digitali dei professionisti dovranno essere inseriti anche i professionisti che sono iscritti in elenchi o registri detenuti dalle pubbliche amministrazioni e istituiti con legge dello Stato, diversi da quelli iscritti presso il Registro delle imprese e gli ordini o collegi professionali, in attuazione di quanto previsto dall'articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 (art. 24, comma 1, lett. b)).

 

3) Per contrastare il fenomeno dell’invio di comunicazioni indesiderate, diverse da quelle aventi valore legale ovvero estranee alla finalità di erogazione di servizi pubblici, con una modifica al comma 3 dell’art. 6-quinquies del CAD si precisa che il divieto dell’uso del domicilio digitale senza il preventivo consenso del destinatario si riferisce a qualunque mittente. Pertanto, il divieto attiene all’invio, senza il consenso dei destinatari, di comunicazioni commerciali di carattere promozionale e di materiale pubblicitario estraneo alle finalità istituzionali del mittente (art. 24, comma 1, lett. d)).

 

4) Con delle modifiche apportate agli articoli 64 (rubricato “Sistema pubblico per la gestione delle identità digitali e modalità di accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni”) e 65 (rubricato “Istanze e dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica”) del CAD, si stabilisce che – a decorrere dal 28 febbraio 2021 - l’accesso a tutti i servizi in rete delle Pubbliche Amministrazioni dovrà avvenire: - attraverso il sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID), o - tramite la carta di identità elettronica (CIE) o la carta nazionale dei servizi (CNS). Con un apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione dovrà essere stabilita la data a decorrere dalla quale tutte le pubbliche amministrazioni, i gestori di servizi pubblici e le società a controllo pubblico dovranno utilizzare esclusivamente le identità digitali per consentire l’accesso delle imprese e dei professionisti ai propri servizi on-line. Entro la stessa data, tutte le Pubbliche Amministrazioni dovranno avviare il processo per consentire che i servizi digitali siano fruibili dal telefono attraverso l’applicazione “IO”, il canale unico di accesso a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione. I cittadini non dovranno più ricercare i servizi in digitale nei vari siti delle amministrazioni, ma li troveranno tutti a disposizione all’interno di un’unica app. La violazione delle disposizioni di cui sopra, accertata da AgID, comporta la responsabilità dirigenziale e disciplinare, ai sensi degli articoli 21 e 55 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e impone la segnalazione alla competente procura regionale della Corte dei conti.

 

5) Con una modifica al comma 2 dell’articolo 65 del D.Lgs. n. 217/2017 viene prorogato dal 30 giugno 2020 al 28 febbraio 2021 il termine a decorrere dal quale i pagamenti alle pubbliche amministrazioni devono essere effettuati dai prestatori di servizi di pagamento esclusivamente attraverso la piattaforma pagoPA (art. 24, comma 2).

 

6) Con una modifica all’articolo 36, comma 7, del D.P.R. n. 445/2000 si stabilisce che la carta di identità potrà essere rinnovata a decorrere dal centottantesimo giorno precedente la scadenza. Le carte di identità rilasciate su supporto cartaceo e le carte di identità elettroniche rilasciate in conformità al decreto del Ministro dell’interno 8 novembre 2007, possono essere rinnovate, ancorché in corso di validità, prima del centottantesimo giorno precedente la scadenza (art. 24, comma 3).

 

7) Ai fini dell’attuazione dell’articolo 64, comma 3 -bis , secondo periodo, del D.Lgs. n. 82/2005, come modificato dal comma 1, lettera e), numero 6), a decorrere dal 28 febbraio 2021, è fatto divieto alle Pubbliche Amministrazioni di rilasciare o rinnovare credenziali per l’identificazione e l’accesso dei cittadini ai propri servizi in rete, diverse da SPID, CIE o CNS, fermo restando l’utilizzo di quelle già rilasciate fino alla loro naturale scadenza e, comunque, non oltre il 30 settembre 2021 (art. 24, comma 4).

 

8) Con l’articolo 32 viene previsto l’inserimento nel CAD del nuovo articolo 13-bis, rubricato “Codice di condotta tecnologica ed esperti”. Al fine di favorire la digitalizzazione della pubblica amministrazione e garantire il necessario coordinamento sul piano tecnico delle varie iniziative di innovazione tecnologica, le Pubbliche Amministrazioni, nell’ambito delle risorse disponibili, dovranno progettare, realizzare e sviluppare i propri sistemi informatici e servizi digitali, in coerenza con gli obiettivi dell’agenda digitale italiana ed europea e nel rispetto del codice di condotta tecnologica che dovrà essere adottato dal Capo dipartimento della struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per la trasformazione digitale, sentita l’AgID e il nucleo per la sicurezza cibernetica. Il codice di condotta tecnologica disciplina le modalità di progettazione, sviluppo e implementazione dei progetti, sistemi e servizi digitali delle amministrazioni pubbliche, nel rispetto della disciplina in materia di perimetro nazionale di sicurezza cibernetica.

 

9) Con l’articolo 36 vengono dettate “Misure di semplificazione amministrativa per l’innovazione”. Al fine di favorire la trasformazione digitale della pubblica amministrazione, nonché lo sviluppo, la diffusione e l’impiego delle tecnologie emergenti e di iniziative ad alto valore tecnologico, le imprese, le Università, gli enti di ricerca e le società con caratteristiche di spin off o di start up universitari, che intendono sperimentare iniziative attinenti all’innovazione tecnologica e alla digitalizzazione, possono presentare alla struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per la trasformazione digitale i relativi progetti e al Ministero dello sviluppo economico, con contestuale domanda di temporanea deroga alle norme dello Stato, diverse da quelle di cui al comma 3, che impediscono a sperimentazione. Nella domanda è indicato il titolare della richiesta e il responsabile della sperimentazione, sono specificate le caratteristiche, i profili di innovazione, la durata, le finalità del progetto e della sperimentazione, nonché i risultati e i benefici attesi, le modalità con le quali il richiedente intende svolgere il monitoraggio delle attività e valutarne gli impatti, nonché gli eventuali rischi connessi all’iniziativa e le prescrizioni che si propongono per la loro mitigazione.

 

 

D.L. N. 76/2020 - PIATTAFORMA PER LA NOTIFICAZIONE DIGITALE DEGLI ATTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

L’articolo 1, commi 402 e 403 della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di bilancio 2020), ha previsto, al fine di rendere più semplice, efficiente, sicura ed economica la notificazione con valore legale di atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni della pubblica amministrazione, con risparmio per la spesa pubblica e minori oneri per i cittadini, che la Presidenza del Consiglio dei ministri, tramite una apposita società per azioni interamente partecipata dallo Stato, sviluppasse una piattaforma digitale, utilizzata dalle amministrazioni per effettuare, con valore legale, le notifiche di atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni. Per la realizzazione di tale piattaforma è stata autorizzata la spesa di 2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020.

L’articolo 26, rubricato “Piattaforma per la notificazione digitale degli atti della pubblica amministrazione” dispone in merito a tale piattaforma dettando disposizioni sulle sue modalità di funzionamento, prevedendo che le pubbliche amministrazioni, gli agenti della riscossione e, limitatamente agli atti emessi nell’esercizio di attività ad essi affidati, i soggetti incaricati per le medesime attività di riscossione, ai fini della notifica, possono avvalersi della piattaforma notifiche delle pubblica amministrazione. Ai fini della notificazione di atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni, in alternativa alle modalità previste da altre disposizioni di legge, anche in materia tributaria, “le amministrazioni possono rendere disponibili telematicamente sulla piattaforma i corrispondenti documenti informatici. La formazione, trasmissione, copia, duplicazione, riproduzione e validazione temporale dei documenti informatici resi disponibili sulla piattaforma avviene nel rispetto del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e delle Linee guida adottate in attuazione del medesimo decreto legislativo” (comma 3). Il gestore della piattaforma rende disponibili i documenti informatici – dei quali la piattaforma garantisce l’autenticità, l’integrità, l’immodificabilità e la leggibilità, eventualmente anche mediante l’utilizzo di tecnologie basate su registri distribuiti (blockchain) – in un’apposita area riservata ai destinatari che vi potranno accedere, direttamente o tramite delegati, per il reperimento, la consultazione e l’acquisizione degli stessi. Per quanto concerne le modalità di perfezionamento della notificazione, il gestore della piattaforma, per ogni atto, provvedimento, avviso o comunicazione oggetto di notificazione reso disponibile dall’amministrazione, invia al destinatario l’avviso di avvenuta ricezione, con il quale comunica l’esistenza e l’identificativo univoco della notificazione (IUN), nonché le modalità di accesso alla piattaforma e di acquisizione del documento oggetto di notificazione (comma 4). L’avviso di avvenuta ricezione è inviato con modalità telematica ai destinatari titolari di un domicilio digitale, generale o speciale, e quindi di un indirizzo di posta elettronica certificata o di un servizio elettronico di recapito certificato qualificato (comma 5). Nel caso in cui la casella di posta elettronica certificata o il servizio elettronico di recapito certificato qualificato risultino saturi: in tali circostanze, il gestore della piattaforma effettua un secondo tentativo di consegna decorsi almeno 7 giorni dal primo invio. Se anche a seguito di tale tentativo la casella di posta elettronica certificata o il servizio elettronico di recapito certificato qualificato risultano saturi oppure se l’indirizzo elettronico del destinatario non risulta valido o attivo, il gestore della piattaforma rende disponibile in apposita area riservata, per ciascun destinatario della piattaforma, l’avviso di mancato recapito del messaggio (comma 6). Ai destinatari privi di un domicilio digitale, l’avviso di avvenuta ricezione è notificato, in formato cartaceo, a mezzo posta direttamente dal gestore della piattaforma. I destinatari della notifica, ove abbiano comunicato un recapito telefonico o digitale diverso dal domicilio digitale (email, numero di telefono, app IO, altre app di messaggistica), ricevono un messaggio (c.d. “avviso digitale di cortesia”) dell’avvenuto deposito, reso disponibile altresì tramite l’app IO, punto di accesso ai servizi della pubblica amministrazione (comma 7). L’autenticazione alla piattaforma ai fini dell’accesso (anche tramite l’app IO) avviene tramite le piattaforme abilitanti già sviluppate: il sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID) e la Carta d’identità elettronica (CIE) (comma 8).

La notificazione si perfeziona:

a) per l’amministrazione, nella data in cui il documento informatico è reso disponibile sulla piattaforma;

b) per il destinatario:

1) il 7° giorno successivo alla data di consegna dell’avviso di avvenuta ricezione in formato elettronico, risultante dalla ricevuta che il gestore della casella di posta elettronica certificata o del servizio elettronico di recapito certificato qualificato del destinatario trasmette al gestore della piattaforma o, nei casi di casella postale satura, non valida o non attiva, il 15° giorno successivo alla data del deposito dell’avviso di mancato recapito. Se l’avviso di avvenuta ricezione è consegnato al destinatario dopo le ore 21.00, il termine di 7 giorni si computa a decorrere dal giorno successivo; 2) il 10° giorno successivo al perfezionamento della notificazione dell’avviso di avvenuta ricezione in formato cartaceo;

3) in ogni caso, se anteriore, nella data in cui il destinatario, o il suo delegato, ha accesso, tramite la piattaforma, al documento informatico oggetto di notificazione (comma 9).

La messa a disposizione del documento informatico sulla piattaforma impedisce qualsiasi decadenza dell’amministrazione e interrompe il termine di prescrizione correlato alla notificazione dell’atto, provvedimento, avviso o comunicazione (comma 10). Il gestore della piattaforma forma e rende disponibili sulla piattaforma, alle amministrazioni e ai destinatari, le attestazioni opponibili ai terzi (comma 11) e la copia informatica dell’avviso di avvenuta ricezione cartaceo e degli atti relativi alla notificazione ai sensi della legge 20 novembre 1982, n. 890, dei quali attesta la conformità agli originali (comma 12). Le spese di notificazione degli atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni oggetto di notificazione tramite piattaforma sono poste a carico del destinatario e sono destinate alle amministrazioni, al fornitore del servizio universale di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 22 luglio 1999, n. 261 e al gestore della piattaforma. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o del Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, dovranno essere disciplinate le modalità di determinazione e anticipazione delle spese e i criteri di riparto (comma 14). Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, o del Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, sentiti il Ministro dell’economia e delle finanze e il Garante per la protezione dei dati personali per gli aspetti di competenza, acquisito il parere in sede di Conferenza unificata dovrà essere definita l’infrastruttura tecnologica della piattaforma e il piano dei test per la verifica del corretto funzionamento. Dovranno, inoltre, essere stabilite le regole tecniche e le modalità con le quali le amministrazioni identificano i destinatari e rendono disponibili telematicamente sulla piattaforma i documenti informatici oggetto di notificazione. Dovranno essere stabilite le modalità di accesso alla piattaforma e di consultazione degli atti, provvedimenti, avvisi e comunicazioni da parte dei destinatari e dei delegati, nonché le modalità con le quali il gestore della piattaforma attesta la data e l’ora in cui il destinatario o il delegato accedono, tramite la piattaforma, all’atto oggetto di notificazione (comma 15).

La notificazione a mezzo della piattaforma non si applica:

a) agli atti del processo civile, penale, per l’applicazione di misure di prevenzione, amministrativo, tributario e contabile e ai provvedimenti e alle comunicazioni ad essi connessi;

b) agli atti della procedura di espropriazione forzata disciplinata dal Titolo II, Capi II e IV, del D.P.R. n. 602/1973, diversi da quelli di cui agli articoli 50, commi 2 e 3, e 77, comma 2-bis, del medesimo decreto;

c) agli atti dei procedimenti di competenza delle autorità provinciali di pubblica sicurezza relativi a pubbliche manifestazioni, misure di prevenzione personali e patrimoniali, autorizzazioni e altri provvedimenti a contenuto abilitativo, soggiorno, espulsione e allontanamento dal territorio nazionale degli stranieri e dei cittadini dell’Unione europea, o comunque di ogni altro procedimento a carattere preventivo in materia di pubblica sicurezza, e ai provvedimenti e alle comunicazioni ad essi connessi (comma 17).

 

 

D.L. N. 76/2020 - SEMPLIFICAZIONE PER LA PIATTAFORMA DIGITALE NAZIONALE DATI (PDND)

Il D.Lgs. n. 82/2005 (Codice Amministrazione Digitale - CAD) recepisce all’art. 50-ter la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), precedentemente introdotta nel Piano Triennale per l’Informatica 2017-2019. Dal 2017 il Team per le Trasformazione Digitale ha lavorato per sviluppare la piattaforma e definire la governance finale del progetto. Nel 2018 la piattaforma tecnologica PDND ha raggiunto uno stadio sperimentale e al momento viene utilizzata su alcuni casi di studio. Dal 2019, con la norma che ha istituito la società PagoPA Spa (D.L. n. 135 del 14 dicembre del 2018, convertito dalla L. n. 12 del 12 gennaio 2019 - c.d. “Decreto Semplificazioni”) affida alla nuova società lo sviluppo e la diffusione della PDND.

PagoPA S.p.A. è una società partecipata dallo Stato creata allo scopo di diffondere i servizi digitali in Italia. La mission della società è la capillare diffusione del sistema di pagamenti e servizi digitali nel Paese, attraverso la gestione della piattaforma pagoPA per i pagamenti digitali verso la Pubblica Amministrazione e attraverso la gestione di progetti innovativi legati ai servizi pubblici come IO, l’app per i servizi pubblici e la Piattaforma digitale nazionale dati (PDND). Il Dipartimento per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione svolge una funzione di vigilanza sugli obiettivi strategici della società PagoPA, per conto del Presidente del Consiglio dei ministri a cui la legge istitutiva della società affida questo compito, insieme alle funzioni di indirizzo, coordinamento e supporto tecnico. Con lo scopo di “favorire la condivisione e l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico per l’esercizio di finalità istituzionali e la semplificazione degli oneri per cittadini e imprese”, l’articolo 34 del decreto-legge in commento, attraverso la sostituzione dell’art. 50-ter del CAD, ha dettato nuove norme in materia di realizzazione e di gestione della PNDN Il contenuto del nuovo articolo 50-ter del D.gs. n. 82/2005 lo riassumiamo nei punti che seguono.

1. Spetta alla Presidenza del Consiglio dei ministri promuovere la progettazione, lo sviluppo e la realizzazione di una Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) finalizzata a favorire la conoscenza e l’utilizzo del patrimonio informativo detenuto, per finalità istituzionali, nonché la condivisione dei dati tra i soggetti che hanno diritto ad accedervi ai fini della semplificazione degli adempimenti amministrativi dei cittadini e delle imprese.

2. La PDND è gestita dalla Presidenza del Consiglio dei ministri ed è costituita da un’infrastruttura tecnologica che rende possibile l’interoperabilità dei sistemi informativi e delle basi di dati delle pubbliche amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici, mediante l’accreditamento, l’identificazione e la gestione dei livelli di autorizzazione dei soggetti abilitati ad operare sulla stessa, nonché la raccolta e conservazione delle informazioni relative agli accessi e alle transazioni effettuate suo tramite.

3. La condivisione di dati e informazioni avviene attraverso la messa a disposizione e l’utilizzo, da parte dei soggetti accreditati, di interfacce di programmazione delle applicazioni (API). Le interfacce, sviluppate dai soggetti abilitati con il supporto della Presidenza del Consiglio dei ministri e in conformità alle Linee guida AgID in materia interoperabilità, sono raccolte nel “catalogo API” reso disponibile dalla Piattaforma ai soggetti accreditati.

4. Le pubbliche amministrazioni, i gestori di servizi pubblici e le società a controllo pubblici sono tenuti ad accreditarsi alla piattaforma, a sviluppare le interfacce e a rendere disponibili le proprie basi dati senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

5. In fase di prima applicazione, la Piattaforma assicura prioritariamente l’interoperabilità: a) con il sistema informativo dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) di cui all’articolo 5 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, b) con la banca dati nazionale unica della documentazione antimafia di cui all’articolo 96 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, c) con l’Anagrafe nazionale della popolazione residente di cui all’articolo 62 e d) con le banche dati dell’Agenzie delle entrate individuate dal Direttore della stessa Agenzia.

6. L’AgID, sentito il Garante per la protezione dei dati personali e acquisito il parere della Conferenza unificata, adotta linee guida con cui definisce gli standard tecnologici e criteri di sicurezza, di accessibilità, di disponibilità e di interoperabilità per la gestione della piattaforma nonché il processo di accreditamento e di fruizione del catalogo API.

7. Nella Piattaforma Nazionale Digitale Dati non confluiscono i dati attinenti a ordine e sicurezza pubblica, difesa e sicurezza nazionale, polizia giudiziaria e polizia economico-finanziaria.

8. I soggetti di cui al punto 4 sono tenuti a mettere a disposizione della Presidenza del Consiglio dei ministri, tramite la Piattaforma e sulla base dei criteri fissati dalla stessa Presidenza del Consiglio, i dati aggregati e pseudonimizzati necessari a supportare l’adozione di decisioni basate sui dati e sull’evidenza informativa. La Piattaforma, sfruttando anche tecnologie innovative per la raccolta e l’interpretazione di grandi volumi di dati, elabora e rende disponibili funzioni per l’analisi avanzata dei dati aggregati e pseudonimizzati nel rispetto delle Linee guida adottate da AgID, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali e acquisito il parere della Conferenza unificata. Con le medesime Linee sono identificate le tipologie dei dati trattati e sono stabiliti i limiti e le modalità di messa a disposizione, interrogazione, fruizione e organizzazione degli stessi.

9. In caso di inadempimento dell’obbligo di rendere disponibili e accessibili le proprie basi dati ovvero i dati aggregati e pseudoanonimizzati il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione nomina un commissario ad acta incaricato di provvedere. Al Commissario non spettano compensi, indennità o rimborsi.

10. L’accesso ai dati attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale Dati non modifica la disciplina relativa alla titolarità del trattamento, ferme restando le specifiche responsabilità ai sensi dell’articolo 28 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016 in capo al soggetto gestore della Piattaforma nonché le responsabilità dei soggetti accreditati che trattano i dati in qualità di titolari autonomi del trattamento.

11. Resta fermo che i soggetti di cui al punto 4 possono continuare ad utilizzare anche i sistemi di interoperabilità già previsti dalla legislazione vigente.

 

 

D.L. N. 76/2020 - DISPOSIZIONI PER FAVORIRE L’UTILIZZO DELLA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA NEI RAPPORTI TRA AMMINISTRAZIONE, IMPRESE E PROFESSIONISTI – ADEMPIMENTI PRESSO IL REGISTRO DELLE IMPRESE

L’articolo 37, rubricato “Disposizioni per favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti tra Amministrazione, imprese e professionisti”, introduce modifiche atte a favorire l’utilizzo della posta elettronica certificata nei rapporti fra Amministrazione, imprese e professionisti. Vedremo come nelle modifiche introdotte non si parla più di iscrizione del “proprio indirizzo di posta elettronica certificata”, ma del “proprio domicilio digitale”. Le modifiche introdotte riguardano sia le imprese costituite in forma societaria che quelle in forma di impresa individuale e sia i professionisti iscritti in albo od elenchi. Introdotte sanzioni pesanti (raddoppiate o triplicate rispetto al passato) a carico di coloro che non adempiono in merito alla comunicazione del proprio domicilio digitale al Registro delle imprese.

 

1) Al fine di garantire il diritto all’uso delle tecnologie e favorire il percorso di semplificazione e di maggiore certezza delle comunicazioni telematiche tra imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni nel rispetto della disciplina europea e fermo quanto previsto nel CAD, l’articolo 37 apporta, innanzitutto, modifiche ai commi 6, 6-bis, 7 e 7-bis dell’articolo 16 del D.L. n. 185/2008, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 2/2009, stabilendo quanto segue:

a) le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio domicilio digitale di cui all’articolo 1, comma 1, lettera n-ter del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e non più “il proprio indirizzo di posta elettronica certificata”.

b) entro il 1° ottobre 2020 tutte le imprese, già costituite in forma societaria, dovranno comunicare al Registro delle imprese il proprio domicilio digitale, a meno che non abbiano già provveduto.

c) l'iscrizione del domicilio digitale nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria (comma 6).

d) l'ufficio del registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un'impresa costituita in forma societaria che non ha iscritto il proprio domicilio digitale, in luogo dell'irrogazione della sanzione prevista dall'articolo 2630 del codice civile, sospende la domanda per tre mesi, in attesa che essa sia integrata con il domicilio digitale.

e) fatto salvo quanto previsto dal primo periodo per le imprese di nuova costituzione, le imprese costituite in forma societaria, che non hanno indicato il proprio domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020, o il cui domicilio digitale è stato cancellato dall’ufficio del Registro delle imprese ai sensi del comma 6-ter, sono sottoposti alla sanzione prevista dall’articolo 2630 del Codice civile, in misura raddoppiata. L’ufficio del Registro delle imprese, contestualmente all’erogazione della sanzione, assegna d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale, acquisito tramite gara nazionale bandita dalla Consip S.p.A. in conformità alle linee guida adottate dall’Agenzia per l’Italia digitale ed in coerenza con la normativa vigente. I costi sostenuti per l’acquisto del domicilio digitale sono a valere sui ricavati delle sanzioni riscosse in virtù del presente comma, fino alla loro concorrenza (comma 6-bis).

f) il Conservatore dell’ufficio del Registro delle imprese che rileva, anche a seguito di segnalazione, un domicilio digitale inattivo, chiede alla società di provvedere all’indicazione di un nuovo domicilio digitale entro il termine di trenta giorni. Decorsi trenta giorni da tale richiesta senza che vi sia opposizione da parte della stessa società, procede con propria determina alla cancellazione dell’indirizzo dal Registro delle imprese ed avvia contestualmente la procedura di cui al comma 6 -bis. Contro il provvedimento del Conservatore è ammesso reclamo al Giudice del registro di cui all’articolo 2189 del Codice civile.” (comma 6-ter).

g) i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio domicilio digitale di cui all’articolo 1, comma 1, lettera n -ter del decretolegislativo 7 marzo 2005, n. 82; Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco riservato, consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti e il relativo domicilio digitale. I revisori legali e le società di revisione legale iscritti nel registro di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, comunicano il proprio domicilio digitale al Ministero dell'economia e delle finanze o al soggetto incaricato della tenuta del registro (comma 7).

h) il professionista che non comunica il proprio domicilio digitale all’albo o elenco è obbligatoriamente soggetto a diffida ad adempiere, entro trenta giorni, da parte del Collegio o Ordine di appartenenza. In caso di mancata ottemperanza alla diffida, il Collegio o Ordine di appartenenza commina la sanzione della sospensione dal relativo albo o elenco fino alla comunicazione del-lo stesso domicilio. L’omessa pubblicazione dell’elenco riservato, il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati previsti, ovvero la reiterata inadempienza dell’obbligo di comunicare all’indice di cui all’articolo 6 -bis del decreto-legislativo 7 marzo 2005, n. 82 l’elenco dei domicili digitali ed il loro aggiornamento a norma dell’articolo 6 del decreto del Ministro dello sviluppo economico 19 marzo 2013, costituiscono motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o dell’ordine inadempiente ad opera del Ministero vigilante sui medesimi (comma 7-bis);

 

2) Con la sostituzione del comma 2 dell’articolo 5 del D.L. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 221/2012, si stabilisce che l’ufficio del Registro delle imprese che riceve una domanda di iscrizione da parte di un’impresa individuale che non ha indicato il proprio domicilio digitale, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’articolo 2630 del Codice civile, sospende la domanda in attesa che la stessa sia integrata con il domicilio digitale. Le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale che non hanno già indicato, all’ufficio del Registro delle imprese competente, il proprio domicilio digitale sono tenute a farlo entro il 1° ottobre 2020. Fatto salvo quanto previsto dal primo periodo relativamente all’ipotesi della prima iscrizione al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane, le imprese individuali attive e non soggette a procedura concorsuale che non hanno indicato il proprio domicilio digitale entro il 1° ottobre 2020, o il cui domicilio digitale è stato cancellato dall’ufficio del Registro delle imprese, sono sottoposte alla sanzione prevista dall’articolo 2194 del codice civile, in misura triplicata previa diffida a regolarizzare l’iscrizione del proprio domicilio digitale entro il termine di trenta giorni da parte del Conservatore del registro delle imprese. Il Conservatore dell’ufficio del Registro delle imprese che rileva, anche a seguito di segnalazione, un domicilio digitale inattivo, chiede all’imprenditore di provvedere all’indicazione di un nuovo domicilio digitale entro il termine di trenta giorni. Decorsi trenta giorni da tale richiesta senza che vi sia opposizione da parte dello stesso imprenditore, procede con propria determina alla cancellazione dell’indirizzo dal Registro delle imprese. Contro il provvedimento del Conservatore è ammesso reclamo al Giudice del registro di cui all’articolo 2189 del Codice civile. L’ufficio del Registro delle imprese, contestualmente all’erogazione della sanzione, assegna d’ufficio un nuovo e diverso domicilio digitale, acquisito tramite gara nazionale bandita dalla Consip S.P.A. in conformità alle linee guida adottate dall’Agenzia per l’Italia digitale ed in coerenza con la normativa vigente. I costi sostenuti per l’acquisto del domicilio digitale sono a valere sui ricavati delle sanzioni riscosse in virtù del presente comma, fino alla loro concorrenza. L’iscrizione del domicilio digitale nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.

 

 

D.L. N. 76/2020 - SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE DI CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE E DALL’ALBO DEGLI ENTI COOPERATIVI

L’articolo 40, rubricato “Semplificazione delle procedure di cancellazione dal registro delle imprese e dall’albo degli enti cooperativi” detta disposizioni semplificative in merito alle procedure di cancellazione dal Registro delle imprese e dall’Albo delle enti cooperativi.

 

1) Il provvedimento conclusivo delle procedure d’ufficio disciplinate dal D.P.R. 23 luglio 2004, n. 247 (recante “Regolamento di semplificazione del procedimento relativo alla cancellazione di imprese e società non più operative dal registro delle imprese”), dall’art. 2490, ultimo comma, del Codice civile, nonché ogni altra iscrizione o cancellazione d’ufficio conseguente alla mancata registrazione obbligatoria a domanda di parte nel Registro imprese, è disposto con determinazione del conservatore. Il conservatore verifica, nell’ipotesi della cancellazione delle società di persone, tramite accesso alla banca dati dell’Agenzia delle entrate - Ufficio del territorio competente, che nel patrimonio della società da cancellare non rientrino beni immobili ovvero, ove siano presenti beni immobili, sospende il procedimento e rimette gli atti al Presidente del Tribunale (comma 1).

 

2) Per le società di capitali è causa di scioglimento senza liquidazione l’omesso deposito dei bilanci di esercizio per 5 anni consecutivi o il mancato compimento di atti di gestione, ove l’inattività e l’omissione si verifichino in concorrenza con almeno una delle seguenti circostanze: - il permanere dell’iscrizione nel Registro delle Imprese del capitale sociale in lire; - l’omessa presentazione all’ufficio del Registro delle Imprese dell’apposita dichiarazione per integrare le risultanze del Registro delle Imprese a quelle del libro soci, limitatamente alle società a responsabilità limitata e alle società consortili a responsabilità limitata (comma 2). Il conservatore iscrive d’ufficio la propria determinazione di accertamento della causa di scioglimento senza liquidazione, nel Registro delle imprese (comma 3) e comunica l’avvenuta iscrizione agli amministratori, risultanti dal Registro delle imprese, i quali hanno 60 giorni per presentare formale e motivata domanda di prosecuzione dell’attività e per presentare le domande di iscrizione degli atti non iscritti e depositati, ai sensi di legge (comma 4). A seguito della presentazione della formale e motivata domanda di prosecuzione dell’attività, il conservatore iscrive d’ufficio la propria determinazione di revoca del provvedimento di accertamento della causa di scioglimento senza liquidazione, nel Registro delle Imprese. In caso contrario, decorso il termine, il conservatore verificata altresì l’eventuale cancellazione della partita IVA della società e la mancanza di beni iscritti in pubblici registri, provvede con propria determinazione alla cancellazione della società dal Registro medesimo (comma 5). Ogni determinazione del conservatore del Registro delle Imprese è comunicata agli interessati entro 8 giorni dalla sua adozione (comma 6). Contro la determinazione del conservatore l’interessato può ricorrere, entro 15 giorni dalla comunicazione, al Giudice del Registro delle Imprese (comma 7). Le determinazioni del conservatore non opposte, le decisioni del Giudice del registro adottate ai sensi dell’articolo 2189 del Codice civile e le sentenze del Tribunale in caso di ricorso ai sensi del successivo articolo 2192, sono iscritte nel Registro delle imprese con comunicazione unica d’ufficio, al fine della trasmissione immediata all’Agenzia delle entrate, all’lNPS, all’lNAIL, ed agli altri enti collegati (comma 8).

 

3) Con il comma 9 viene disposta la modifica del comma 16, dell’art. 25, del D.L. n. 179/2012, convertito dalla L. n. 221/2012, nel quale si stabilisce che, entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti previsti ai commi 2 e 5 o dal mancato deposito della dichiarazione di possesso degli stessi, la start-up innovativa o l’incubatore certificato vengono cancellati dalla sezione speciale del Registro delle imprese con provvedimento del Conservatore, permanendo l’iscrizione alla sezione ordinaria del Registro delle imprese. Analogamente, viene disposta la modifica del comma 7, dell’articolo 4, del D.L. n. 3/2015, convertito dalla L. n. 33/2015, nel quale si stabilisce che, entro 60 giorni dalla perdita dei requisiti o dal mancato deposito della dichiarazione di possesso degli stessi, le PMI innovative vengono cancellate dalla sezione speciale del Registro delle imprese con provvedimento del Conservatore, permanendo l’iscrizione alla sezione ordinaria del Registro delle imprese. In entrambi i casi è comunque garantito il diritto di ricorso al Giudice del Registro contro il provvedimento adottato, ai sensi dell’articolo 2189, comma 3, del Codice civile (comma 10).

 

4) È previsto lo scioglimento senza nomina del liquidatore degli enti cooperativi che non depositano i bilanci di esercizio da oltre 5 anni, qualora non risulti l’esistenza di valori patrimoniali immobiliari. A tal fine viene modificato l’articolo 223-septiesdecies delle Disposizioni per l’attuazione del Codice civile e disposizioni transitorie, con l’aggiunta del seguente comma: "Ai fini dello scioglimento e cancellazione ai sensi del comma 1, l’ente di cui all’articolo 7 della legge 29 dicembre 1993, n. 580 trasmette all’autorità di vigilanza, alla chiusura di ogni semestre solare, l’elenco degli enti cooperativi, anche in liquidazione ordinaria, che non hanno depositato i bilanci di esercizio da oltre cinque anni. L’autorità di vigilanza verifica l’assenza di valori patrimoniali immobiliari mediante apposita indagine massiva nei pubblici registri, in attuazione delle convenzioni che devono essere all’uopo stipulate con le competenti autorità detentrici dei registri predetti" (comma 11). Ricordiamo che allo stato attuale, lo scioglimento viene adottato con provvedimento dell’autorità di vigilanza da iscriversi nel Registro delle Imprese, pubblicato preventivamente sulla Gazzetta Ufficiale. Avverso il decreto in parola, nel termine perentorio di 30 giorni dalla predetta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, i creditori o gli altri interessati possono presentare formale e motivata domanda all’autorità governativa, intesa ad ottenere la nomina del commissario liquidatore. Con una modifica all’articolo 5 della L. n. 400 del 17 luglio 1975, mediante l’aggiunta del comma 1-bis, si dispone, inoltre, che l’autorità di vigilanza dovrà trasmettere il decreto di cancellazione all'indirizzo PEC della Conservatoria competente per territorio che provvede, senza indugio, alla cancellazione dei gravami, delle trascrizioni e delle domande in quello indicate (comma 12).

 

 

D.L. N. 76/2020 - MISURE A FAVORE DEGLI AUMENTI DI CAPITALE - QUORUM RIDOTTO FINO AL 31 DICEMBRE 2020

L’articolo 44, rubricato “Misure a favore degli aumenti di capitale”, prevede un pacchetto di consistenti misure per favorire la capitalizzazione delle società, quotate e non quotate. Alcune delle nuove norme saranno “a regime”, altre “transitorie”, valevoli cioè fino al 31 dicembre 2020. Tre sono i punti essenziali.

 

1) Sino alla data del 30 aprile 2021, a condizione che sia rappresentata almeno la metà del capitale sociale, non si applica la maggioranza rafforzata del voto favorevole di almeno 2/3 del capitale rappresentato in assemblea, richiesta dall’art. 2368, comma 2, secondo periodo e dall’art. 2369, commi 3 e 7 del Codice civile, alle deliberazioni aventi ad oggetto:

a) gli aumenti del capitale sociale con nuovi conferimenti in natura o di crediti, ai sensi degli artt. 2440 e 2441 c.c.;

b) l’introduzione nello statuto sociale della clausola che consente di escludere il diritto di opzione ai sensi dell’articolo 2441, quarto comma, secondo periodo, del Codice civile, come modificato dal presente articolo;

c) l’attribuzione agli amministratori della facoltà di aumentare il capitale sociale, ai sensi dell’art. 2443 del Codice civile. Nei predetti casi, la deliberazione è pertanto validamente assunta con il voto favorevole della maggioranza del capitale rappresentato in assemblea, anche qualora lo statuto preveda maggioranze più elevate.

 

2) Sino alla data del 30 aprile 2021, le società con azioni quotate in mercati regolamentati o in sistemi multilaterali di negoziazione possono deliberare aumenti del capitale sociale con nuovi conferimenti, con esclusione del diritto di opzione, ai sensi dell’articolo 2441, quarto comma, secondo periodo, del Codice civile, anche in mancanza di espressa previsione statutaria, nei limiti del 20 per cento del capitale sociale preesistente ovvero, in caso di mancata indicazione del valore nominale, nei limiti del 20 per cento del numero delle azioni preesistenti, alle condizioni previste dalla norma medesima. I termini di convocazione dell’assemblea per discutere e deliberare su tale argomento sono ridotti della metà.

 

3) Sono introdotte modificazioni all’art. 2441 del Codice civile, sempre nel senso di semplificare e velocizzare le operazioni di raccolta di capitali di rischio mediante aumenti di capitale, pur sempre nel rispetto dei vincoli delle norme europee e delle necessarie tutele dei diritti dei soci. Il secondo, il terzo e il quarto comma dell’artico-lo 2441 del Codice civile, come modificato dal presente articolo, sono sostituiti dai seguenti:

- l’offerta di opzione deve essere depositata per l’iscrizione presso l’ufficio del Registro delle imprese e contestualmente resa nota mediante un avviso pubblicato sul sito internet della società, con modalità atte a garantire la sicurezza del sito medesimo, l’autenticità dei documenti e la certezza della data di pubblicazione o, in mancanza, mediante deposito presso la sede della società. - Per l’esercizio del diritto di opzione deve essere concesso un termine non inferiore a quattordici giorni dalla pubblicazione dell’offerta sul sito internet della società con le modalità sopra descritte, o, in mancanza, dall’iscrizione nel Registro delle imprese. - Coloro che esercitano il diritto di opzione, purché ne facciano contestuale richiesta, hanno diritto di prelazione nella sottoscrizione delle azioni e delle obbligazioni convertibili in azioni che siano rimaste non optate. - Se le azioni sono quotate in mercati regolamentati o negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione, la società può prevedere che il diritto di prelazione sulle azioni non optate debba essere esercitato contestualmente all’esercizio del diritto di opzione, indicando il numero massimo di azioni sottoscritte. Il diritto di opzione non spetta per le azioni di nuova emissione che, secondo la deliberazione di aumento del capitale, devono essere liberate mediante conferimenti in natura. - Nelle società con azioni quotate in mercati regolamentati o negoziate in sistemi multilaterali di negoziazione il diritto di opzione può essere escluso dallo statuto, nei limiti del dieci per cento del capitale sociale preesistente, o, in mancanza di indicazione del valore no-minale delle azioni, nei limiti del dieci per cento del nu-mero delle azioni preesistenti, a condizione che il prezzo di emissione corrisponda al valore di mercato delle azioni e ciò sia confermato in apposita relazione da un revisore legale o da una società di revisione legale. Le ragioni dell’esclusione o della limitazione devono risultare da apposita relazione degli amministratori, depositata presso la sede sociale e pubblicata sul sito internet della società entro il termine della convocazione dell’assemblea, salvo quanto previsto dalle leggi speciali.

 

 

L. N. 77/2020 - PUBBLICATA LA LEGGE DI CONVERSIONE DEL D.L. N. 34/2020 - IL C.D. “DECRETO RILANCIO” - IN VIGORE DAL 19 LUGLIO

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 180 del 18 luglio 2020 - Supplemento Ordinario n. 25, la Legge 17 luglio 2020, n. 77, recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonche' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19”. La legge – in vigore dal 19 luglio 2020 – ha mantenuto la stessa struttura del decreto-legge, aumentando gli articoli che sono passati da 266 a 342.

 

 

TESSERAMENTO 2020 - AVVISO AGLI ASSOCIATI 

Si avvisano i Signori soci che, presso gli uffici territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza, è possibile ritirare la tessera per l’anno 2020, unitamente all’attivazione di ConfApp, l’applicazione per smartphone di Confartigianato Imprese, con tutte le notizie, settore per settore, di carattere nazionale, regionale e provinciale; in quest’ultimo caso, quelle pubblicate quotidianamente da Confartigianato Cosenza.

 

 

CONFAPP, L’APPLICAZIONE DI CONFARTIGIANATO COSENZA DISPONIBILE PER IOS E ANDROID

Semplice, intuitiva e ad alto tasso d’innovazione. È ConfApp, l’applicazione per dispositivi mobili di Confartigianato Cosenza, con le notizie, gli eventi, le informazioni tecniche e le opportunità riservate agli imprenditori associati. Tutto il mondo della piccola e media impresa sempre a portata di mano ed estremamente semplice da utilizzare.

Una volta scaricata l’app, si viene profilati secondo la propria attività. Questa selezione consente all’applicazione di fornire le informazioni più utili all’associato, con riferimento al settore di appartenenza, garantendo, attraverso il proprio smartphone, tutte le informazioni occorrenti per essere sempre aggiornati.          

Per l’installazione della suddetta applicazione, basterà contattare gli uffici dell’Associazione, che seguiranno l’associato in ogni passaggio.

A quel punto,  l’imprenditore potrà avere le informazioni del proprio settore e della propria Associazione, con le notizie, gli eventi e gli appuntamenti che più lo interessano, potendo accedere, inoltre, al servizio settimanale del TG ONLINE di Confartigianato.

Un ulteriore passo di Confartigianato Cosenza, quindi, verso un futuro sempre più tecnologico ed innovativo al servizio delle imprese, fatto di personalizzazione delle informazioni e di servizi offerti agli imprenditori.

 

 

Per informazioni contattare il numero unico per l’intero territorio provinciale 0984/73955.

BANDO ISI AGRICOLTURA 2019-2020 - PUBBLICATO L’AVVISO INAIL - DOMANDE DAL 15 LUGLIO

L’INAIL ha pubblicato l’Avviso pubblico ISI Agricoltura 2019-2020 dedicato al finanziamento degli investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in attuazione dell’articolo 1, commi 862 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di stabilità 2016).

L’Avviso pubblico ha l’obiettivo di incentivare le micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Sono ammissibili i progetti di acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali.

Le imprese possono presentare una sola domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento.

Il finanziamento massimo erogabile è pari a euro 60.000,00; il finanziamento minimo è pari a euro 1.000,00.

La domanda deve essere presentata in modalità telematica e successivamente confermata attraverso l’apposita procedura.

Una volta compilata e registrata dovrà essere inoltrata allo sportello telematico per l’acquisizione dell’ordine cronologico.

Le domande ammesse agli elenchi cronologici dovranno essere confermate, a pena di decadenza dal beneficio, attraverso l’apposita funzione on line.

Le date di apertura e chiusura della procedura informatica, in tutte le sue fasi, saranno pubblicate sul portale dell’Istituto.

L'apertura dello sportello online per presentare le domande è prevista per il 15 luglio 2020. Ogni azienda deve fare riferimento all'avviso della propria Regione.

 

 

DITTA FAZIO FERNANDO – CONVENZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza ha stipulato con la ditta Fazio Fernando, con sede in Laino Borgo, vico Fornaci n. 73, un accordo grazie al quale gli associati hanno la possibilità di usufruire di una scontistica privilegiata su una vasta gamma di servizi.

La ditta Fazio Fernando è leader nel settore degli impianti elettrici ed elettronici, illuminazione pubblica, organizzazione e servizi per lo spettacolo con allestimento di palchi, pedane, tribune, sedie, gazebo, transenne e barriere antipanico, service audio, luci, video, luminarie artistiche e natalizie, noleggio a caldo di gruppi elettrogeni e piattaforme aeree.

 

 

DIRITTO ANNUALE 2020 - PROROGA DEI TERMINI DI PAGAMENTO DAL 30 GIUGNO AL 20 LUGLIO 2020

I soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, tenuti entro il 30 giugno 2020 ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto (IVA) correlata agli ulteriori componenti positivi dichiarati per migliorare il profilo di affidabilità, nonchè dalle dichiarazioni dell'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), ove non sussistano le condizioni per l'applicazione dell'art. 24 del decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020, effettuano i predetti versamenti:

a) entro il 20 luglio 2020 senza maggiorazione;

b) dal 21 luglio al 20 agosto 2020, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

Le stesse disposizioni si applicano anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati sopra.

La proroga riguarda anche il versamento del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio per l’anno 2020. Pertanto, tutti coloro che non hanno ancora provveduto al pagamento, scaduto il 30 giugno 2020, hanno tempo fino al 20 luglio 2020, senza incorrere in alcuna sanzione. Dal 21 luglio al 20 agosto 2020 sarà ancora possibile il versamento, ma con la maggiorazione dell’importo dello 0,40%.

 

 

ECOBONUS E SISMABONUS SENZA LIMITI OGGETTIVI – INFORMATIVA AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate, con una interpretazione innovativa rispetto al pregresso ed allineandosi alla giurisprudenza in materia, riconosce l’ecobonus e sismabonus per tutti gli interventi effettuati dalle imprese indipendentemente dalla natura di “bene merce, patrimonio ovvero strumentale” che gli immobili possono assumere.

 

 

SPLIT PAYMENT - LA COMMISSIONE EUROPEA DECIDE PER LA PROROGA FINO AL 30 GIUGNO 2023

La Commissione UE propone la proroga della misura di deroga per il periodo compreso “dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2023” e, inoltre, che “entro il 30 settembre 2021 l'Italia [dovrà] trasmette[re] alla Commissione una relazione sulla situazione generale dei rimborsi IVA ai soggetti passivi interessati […]”.

I fornitori delle pubbliche amministrazioni, dunque, possono restare tranquilli e prendersi tutto il tempo per adeguare i propri sistemi di fatturazione. Si ricorda che l’Italia aveva chiesto l'autorizzazione a continuare a derogare agli articoli 206 e 226 della direttiva IVA per quanto riguarda i requisiti in materia di fatturazione e di pagamento in relazione all'IVA per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate a favore delle pubbliche amministrazioni.

L'Italia aveva poi modificato la richiesta, chiedendo che l'ambito di applicazione dell'autorizzazione resti identico a quello concesso dalla decisione di esecuzione (UE) n. 2017/784 del Consiglio, e quindi ha chiesto di applicare la deroga per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate alle pubbliche amministrazioni, alle società controllate dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali e a un elenco di società quotate in borsa.

Sebbene l'Italia abbia chiesto la proroga dell'autorizzazione fino al 31 dicembre 2023, la Commissione ha proposto di autorizzare la deroga dal 1° luglio 2020 fino al 30 giugno 2023.

Questo periodo dovrebbe infatti essere sufficiente per effettuare una valutazione completa dell'efficacia delle misure attuate al fine di ridurre l'evasione fiscale nei settori interessati.

 

 

CREDITI D’IMPOSTA PER LE LOCAZIONI - LA CESSIONE CORRE PER VIA TELEMATICA 

Il Dl Cura Italia e il Dl Rilancio hanno introdotto alcune tipologie di crediti d’imposta, utilizzabili in compensazione o cedibili a terzi, per sostenere gli operatori colpiti dalle conseguenze dell’emergenza epidemiologica del Covid-19. I beneficiari del credito d’imposta per botteghe e negozi (introdotto dal Dl Cura Italia) oppure del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda (previsto dal Dl Rilancio) che scelgono di cedere il credito devono comunicare l’avvenuta cessione inviando l’apposito modello dal13 luglio 2020 al 31 dicembre 2021, esclusivamente attraverso il servizio web messo a disposizione all’interno dell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Un successivo provvedimento delle Entrate definirà le modalità per l’invio della comunicazione anche attraverso un intermediario.

 

 

EFFICIENZA ENERGETICA - DAL GOVERNO AL DECRETO ATTUATIVO DELLA DIRETTIVA (UE) 2018/2002

ll Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica.

Il decreto, tra l’altro:

• estende l’obbligo di risparmio energetico al periodo dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2030;

• prevede che gli obiettivi di risparmio energetico siano raggiunti tramite regimi obbligatori di efficienza energetica e misure alternative;

• integra le prescrizioni per la misurazione e la fatturazione dei consumi energetici, prevedendo l’impiego di contatori e sotto-contatori leggibili da remoto a partire dal 25 ottobre 2020.

Al fine di potenziare la capacità di risparmio energetico italiana, il testo prevede, inoltre:

• la realizzazione di un sistema informatico per la gestione dei progetti;

• l’eliminazione dell’esenzione dalla diagnosi per le imprese che sono dotate di schemi EMAS e di certificazioni ISO 14001, in quanto non rilevanti ai fini energetici e l’introduzione di sanzioni in caso di inadempimento della diffida ad eseguire le diagnosi energetiche e in caso di mancata attuazione di almeno uno degli interventi di efficienza individuati dalle diagnosi stesse;

• la ridefinizione e il rinnovo fino al 2030, con un incremento della dotazione, del Piano di informazione e formazione per l’efficienza energetica;

• la possibilità di concedere finanziamenti a fondo perduto nell’ambito del Fondo nazionale per l’efficienza energetica.

 

 

INDENNITA’ COVID-19 - ISTRUZIONI OPERATIVE DALL’INPS

Il D.L. n. 34 del 19 maggio 2020, (c.d. “Decreto Rilancio”), ha prorogato ed esteso le prestazioni a sostegno del reddito in favore di particolari categorie di lavoratori le cui attività sono state colpite dall'emergenza Covid-19.

L'INPS, con propria circolare ha fornito le indicazioni operative per la presentazione delle domande, ha indicato le modalità di fruizione delle prestazioni di sostegno al reddito in favore di particolari categorie di lavoratori.

In particolare, le indennità riguardano:

1. i liberi professionisti per il mese di maggio 2020;

2. i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa per il mese di maggio 2020; 3. i lavoratori in somministrazione per il mese di aprile e maggio 2020;

4. i lavoratori stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali per il mese di maggio 2020.

La circolare detta poi le istruzioni per la presentazione della domanda, per le prestazioni di cui all’articolo 84 del decreto-legge n. 34 del 2020.

 

 

CONGEDO COVID-19 - ISTRUZIONI OPERATIVE DALL’INPS

L’articolo 23 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ha introdotto un congedo indennizzato (c.d. "Congedo Covid-19") per la cura dei minori durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, disposto con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, per far fronte all’emergenza epidemiologica Covid-19. Tale congedo è fruibile dai genitori lavoratori dipendenti del settore privato, dai lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e dai lavoratori autonomi iscritti all’INPS. L’articolo 24 dello stesso decreto ha, inoltre, previsto l’incremento del numero di giorni di permesso retribuiti di cui all’articolo 33, commi 3 e 6, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di ulteriori complessive 12 giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. Con la circolare n. 81 del 8 luglio 2020, l’INPS fornisce istruzioni amministrative in materia di diritto alla fruizione del congedo per emergenza Covid-19 e di permessi indennizzati di cui alla legge n. 104/1992, introdotti dagli articoli 23 e 24 del D.L. n. 18/2020, convertito dalla L. n. 27/20207, e successivamente modificati, per numero di giornate ed estensione del periodo di fruizione, dall’art. 72 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.

 

 

INAIL - PRESENTAZIONE DI RECLAMI - ATTIVA DAL 6 LUGLIO UNA NUOVA PROCEDURA ONLINE

Con un avviso pubblicato sul proprio portale istituzionale, l’INAIL ha reso noto che, oltre al modello cartaceo già in uso, è stata resa disponibile – a decorrere dal 6 luglio 2020 - anche una nuova procedura online per la presentazione dei reclami. Pertanto, a decorrere dal 6 luglio 2020, il reclamo può essere inoltrato utilizzando:

- il modulo cartaceo, disponibile presso gli sportelli territoriali e nel portale internet, nella sezione “Moduli e modelli” dedicata;

- la procedura online "Inoltra un reclamo", se in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online.

Lavoratori e aziende potranno dunque, anche tramite i propri intermediari, segnalare disservizi o violazioni della Carta dei servizi adottata dall’Istituto.

Per presentare il reclamo in via telematica bisognerà essere in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online o fare la relativa richiesta in via preventiva.

Gli utenti privi di credenziali, pertanto, devono procedere alla registrazione al portale istituzionale come utente generico.

 

 

CONCILIAZIONI PARITETICHE - DAL 6 LUGLIO APRE LO SPORTELLO PER LA PRESENTAZIONE DELLE RICHIESTE DI CONTRIBUTO

La conciliazione paritetica è una procedura di risoluzione delle controversie in materia di consumo (come ad esempio nel settore delle telecomunicazioni, dei trasporti ferroviari, dei servizi postali, ecc.) attivabile in virtù di protocolli d'intesa sottoscritti tra le associazioni dei consumatori e l'azienda o associazioni di aziende, per la gestione di specifiche tipologie di controversie (riferite ad esempio ad un disservizio o un guasto di linea telefonica, piuttosto che di servizi non richiesti, ecc.). In una apposita sezione del sito del Ministero dello Sviluppo Economico è disponibile l'elenco dei protocolli e regolamenti di conciliazione delle aziende e delle associazioni di aziende che hanno aderito all'iniziativa di cofinanziamento dell’assistenza gratuita prestata ai consumatori dalle loro associazioni in sede di conciliazione paritetica, secondo le modalità previste nel relativo bando adottato dal Ministero in collaborazione con INVITALIA. Ministero dello Sviluppo Economico e INVITALIA rilanciano lo strumento della conciliazione paritetica assicurando continuità di sostegno alle associazioni dei consumatori che hanno fornito assistenza gratuita ai consumatori nell’ambito di procedure di conciliazione paritetica di cui all’art. 141-ter del Codice del consumo. Lo sportello, gestito da INVITALIA in qualità di soggetto attuatore della misura, sarà aperto dal 6 luglio al 30 settembre 2020 e consentirà la presentazione delle richieste di contributo per le procedure di negoziazione paritetiche condotte dalle associazioni dei consumatori a titolo gratuito e concluse con esito positivo nel periodo 1° ottobre 2018 - 30 giugno 2020. La domanda di richiesta di contributo da parte delle associazioni dei consumatori potrà essere inoltrata esclusivamente attraverso un’apposita piattaforma informatica, dal 6 luglio 2020 al 30 settembre 2020 in base ad una procedura ulteriormente semplificata rispetto al passato.

 

 

INTERVENTI DI EFFICIENTAMENTO ENERGETICO E MOBILITA’ SOSTENIBILE - IN ARRIVO CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER 1.940 COMUNI - AVVIO DEI LAVORI ENTRO IL 15 NOVEMBRE

Con un comunicato stampa del 6 luglio 2020, il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha reso noto di aver firmato il decreto con cui viene assegnato un contributo a fondo perduto, dell’importo di 19.329,89 di euro, in favore di ciascuno dei 1.940 Comuni italiani con popolazione inferiore a 1.000 abitanti, per la realizzazione di progetti relativi a interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. Il decreto è stato emanato in applicazione del comma 14-bis dell’articolo 30 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. La misura mette a disposizione complessivamente oltre 37 milioni di euro per l’anno 2020. In particolare, sarà finanziata la realizzazione di opere: - di efficientamento dell’illuminazione pubblica, - di risparmio energetico degli edifici pubblici, - di installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, nonché - di interventi per la mobilità sostenibile. Ciascun Comune beneficiario dovrà avviare i lavori entro il 15 novembre 2020, pena la decadenza del contributo. Il decreto è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mentre le modalità di fruizione del contributo saranno definite con un successivo provvedimento ministeriale.

 

 

CONAI - OBBLIGO DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI ADESIONE ON LINE

A partire dal 1° luglio 2020 le adesioni delle imprese al CONAI devono essere effettuate esclusivamente accedendo al servizio “Adesione Online”.

L’adesione online può essere effettuata anche dalle Associazioni munite di delega rilasciata dall’impresa o di copia del documento di identità del legale rappresentante della stessa impresa (formato pdf).

I dati anagrafici delle aziende vengono automaticamente valorizzati riprendendo quelli presenti nel Registro Imprese.

Anche le comunicazioni di variazioni anagrafiche (intervenute dopo l’adesione) o il recesso dovranno essere comunicate on line con le stesse modalità. In tale ultimo caso la comunicazione deve essere effettuata prima della cancellazione dell’impresa dal Registro Imprese. Il pagamento della quota di partecipazione può avvenire con bonifico bancario, bollettino postale o carta di credito. Tale ultima modalità è l’unica valida per il pagamento cumulativo di più adesioni.

 

 

SOSPENSIONE CONTRIBUTI ARTIGIANI E COMMERCIANTI, ISTRUZIONI INAIL

Con la nota n. 7759 del 26 giugno u.s., l’Inail ha informato l’utenza che è disponibile sul sito dell’Istituto il nuovo servizio Comunicazioni sospensioni/recuperi agevolati Covid-19.

Tramite tale procedura, i soggetti interessati devono comunicare di aver effettuato le sospensioni degli adempimenti e versamenti ai sensi degli artt. 61 e 62 del DL 18/20, dichiarando la disciplina di legge applicata e di essere in possesso dei requisiti previsti.

Per la comunicazione in esame non è previsto un termine di scadenza e può essere effettuata anche dopo aver ricevuto eventuali inviti di regolarizzazione da parte delle sedi territorialmente competenti dell’Inail: in quest’ultimo caso, si suggerisce che l’impresa trasmetta all’indirizzo PEC della sede una breve nota con la quale, nel dichiarare di avere diritto alla sospensione ai sensi di legge, con particolare attenzione ai fini del rilascio del DURC, si trasmette il numero della ricevuta fornito dalla procedura di comunicazione di cui trattasi.

 

 

WHATSAPP BUSINESS – UNA NUOVA FRONTIERA PER L’ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE AGLI ASSOCIATI

Facendo seguito a quanto già pubblicato sull’argomento, si rammenta che Confartigianato Imprese Cosenza ha attivato un nuovo servizio di informazione alle imprese associate, a mezzo WhatsApp, denominato, per l’appunto, WhatsApp Business.

Tutte le notizie e le novità inerenti alle varie categorie saranno veicolate attraverso tale nuova modalità, semplice, fruibile, sintetica, di facile e immediata consultazione.

Per rendere il servizio efficiente e applicabile nell’immediato, occorre che l’associato registri nella rubrica del  proprio telefono-cellulare il numero telefonico della scrivente che è il seguente: 0984/73955, comunicando a questa Associazione, in risposta alla presente informativa, il proprio numero di cellulare sul quale ricevere le comunicazioni.

 

 

AGENTE E RAPPRESENTANTE DI COMMERCIO – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione per agente e rappresentante di commercio, obbligatorio ai sensi della legge n. 204/1985.

Lo stesso è rivolto a coloro i quali intendono intraprendere tale professione e che, in virtù di ciò, interagiscono quotidianamente con realtà economiche di diversa natura.

Il percorso formativo è costituito da lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche, al termine delle quali i partecipanti che avranno frequentato almeno l’80% delle ore previste dal programma saranno sottoposti a verifica di apprendimento.

Agli stessi sarà rilasciato un attestato di abilitazione per l’iscrizione al Registro Imprese della Camera di Commercio, valido su tutto il territorio nazionale.

La frequenza di un apposito corso di formazione è fondamentale per intraprendere l’attività, presso la CCIAA competente per territorio.

Il corso è finalizzato alla formazione di figure professionali che abbiano contezza delle tendenze di mercato e siano, quindi, in grado di intervenire sulle promozioni di vendita/servizi.

La competenza sviluppata permette di definire il rapporto con il cliente ricevendone gli ordini e riscuotendone i crediti, oltre a consentire l’apprendimento di abilità riguardanti i rapporti commerciali e di rappresentanza.

Scopo finale, dunque, è formare figure professionali in linea con i criteri dettati dalla Legge 204/85 di disciplina della materia.

 

 

ABILITAZIONE ALL'ESERCIZIO DEL COMMERCIO DEI PRODOTTI DEL SETTORE MERCEOLOGICO ALIMENTARE E ALL'ESERCIZIO DELL'ATTIVITA' DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE AI SENSI DELL'ART. 41 DELLA L.R.18/85 – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA 

È in programmazione, presso le sedi territoriali di Cosenza, Castrovillari ed Amantea, il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale per l’esercizio di somministrazione di alimenti e bevande e vendita dei prodotti alimentari (bar, ristoranti, pizzerie, etc.), secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85.

Si sottolinea l’opportunità di una sollecita adesione, considerato l’imminente avvio delle attività formative.

 

 

PATENTINO DA FRIGORISTA – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione per la preparazione all’esame per l’ottenimento del Patentino F-GAS, ai sensi del D.P.R. 43/2012, concernente l’attuazione del Regolamento CE n. 842/2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra.

Lo stesso è obbligatorio per tutti i tecnici che realizzano installazione, manutenzione e riparazione degli impianti contenenti gas refrigeranti fluorurati ad effetto serra.

 

 

ADDETTO AL PRIMO SOCCORSO - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È di prossimo avvio il corso di formazione obbligatorio per gli addetti al Primo Soccorso - (D.Lgs. 106/09), riservato ai datori di lavoro tenuti ad assicurare il primo soccorso ai lavoratori, in caso di incidenti ed emergenza.

A tal fine, la normativa introduce nuovi obblighi ed adempimenti, modulati in funzione della classificazione dell’azienda, basata su tre parametri: natura dell’attività, dimensioni aziendali e fattori di rischio (Tipologia A,B,C).

 

 

CORSO TUTOR DSA E ADHD CATALOGO ALTA FORMAZIONE REGIONE CALABRIA – INFORMATIVA

Con riferimento al corso in argomento, organizzato dall'Università di Reggio Calabria in collaborazione con l'Associazione Potenziamenti, incluso nel catalogo dell'Alta formazione della Regione Calabria, si comunica la pubblicazione dell’Avviso Pubblico per il finanziamento di voucher per la partecipazione a percorsi di alta formazione professionalizzante inclusi nel catalogo regionale - A.A. 2019/2020, (erogabili voucher a favore dei beneficiari per un importo massimo di 6.400 Euro: fino a 4000€ per il Corso e fino a 2400€ per il tirocinio).

Il corso di alta formazione si pone l’obiettivo di professionalizzare i partecipanti che, una volta ultimato il percorso didattico ed il tirocinio formativo obbligatorio, dovranno aver acquisito idonee modalità di intervento didattico per promuovere l’apprendimento autonomo, valorizzando le reali potenzialità degli studenti con DSA e ADHD loro affidati.

La figura di tutor DSA e ADHD può operare nelle attività scolastiche ed extrascolastiche e di potenziamento didattico, sia in posizione professionale autonoma che all’interno di istituti d’istruzione i ogni ordine e grado e di enti/centri di formazione.

Il corso si terrà Cosenza con la possibilità di essere seguito, per alcune lezioni, anche a distanza. L’avvio è previsto a febbraio 2020, fino ad agosto 2020.

 

 

ADDETTO ANTINCENDIO - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Sono in programmazione, presso la sede Confartigianato Imprese di Cosenza, i corsi di formazione e aggiornamento sulla sicurezza in azienda per addetto antincendio in attività a rischio di incendio medio, ai sensi del D.M. n. 64 del 10 marzo 1998 e del D.Lgs. n. 106/09, recante i criteri generali di sicurezza antincendio e di gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.

È obbligo del datore di lavoro individuare una o più persone da formare in merito alle procedure da adottare in caso di incendio.

Occorre, altresì, fornire ai lavoratori un’adeguata informazione/formazione sui principi base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare nel caso in cui si verifichi tale emergenza.

Gli incaricati hanno l’obbligo di frequentare appositi corsi di formazione.

 

 

OPERATORE SOCIO SANITARIO (OSS) - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione, a Cosenza, il corso per il conseguimento del titolo di operatore socio sanitario (OSS) - (L.R. 18/85, art. 40 e D.G.R. n. 155/17).

Lo stesso è volto a fornire una formazione specifica di carattere teorico e tecnico-pratico per un profilo assistenziale polivalente, riferito ad un operatore in grado di intervenire nelle situazioni caratterizzate dalla mancanza di autonomia psicofisica dell’assistito, con un approccio che privilegia l’attenzione alla persona, alle sue esigenze e potenzialità residue.

Il corso intende fornire l’acquisizione e l’approfondimento di una professionalità polivalente con il profilo professionale.

 

 

SICUREZZA SUL LAVORO - CORSI DI FORMAZIONE  E AGGIORNAMENTO CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione, presso le sedi territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza,  il corso di formazione e  aggiornamento per Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, obbligatorio ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2001 e ss.mm. ed in virtù della nuova normativa - Accordo Stato-Regioni 2012. 

La durata è costituita da un monte ore complessivo che varia da 16, 32, 48 ore per la prima partecipazione; 4, 8, 16 per l’aggiornamento, in base al livello di rischio, rispettivamente Basso, Medio, Alto,  individuato dalla classificazione ATECO 2002_2007.

 

 

MANIPOLAZIONE DEGLI ALIMENTI – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È in programmazione il corso di formazione  per responsabili e addetti alla manipolazione degli alimenti, la cui obbligatorietà è sancita dal DGR 98/07 e dal Regolamento CE 852/04.

Sono tenuti a partecipare tutti gli operatori del settore alimentare, responsabili (titolare o legale rappresentante di società) e i lavoratori delle aziende operanti in tale ambito, addetti alla manipolazione degli alimenti, in quanto tale partecipazione sostituisce il rilascio del libretto sanitario e consente di evitare diffide e sanzioni.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, sono interessate le attività di: mensa, ristorante, pizzeria, rosticceria, pasticceria, gelateria, pastificio, panificio, allievi di scuola alberghiera, addetti alla trasformazione, lavorazione, vendita, confezionamento e trasporto degli alimenti, camerieri e baristi.

 

 

TECNICO MECCATRONICO DELLE AUTORIPARAZIONI – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

È  in programmazione il corso di formazione professionale per “Tecnico meccatronico delle autoriparazioni”, ovvero l’individuo preposto alla gestione tecnica dell’azienda di autoriparazione, regolarmente iscritta nel Registro imprese o all'Albo delle imprese artigiane.

Possono, comunque, continuare a svolgere l'attività le imprese i cui responsabili tecnici (siano o meno titolari dell'impresa stessa) abbiano compiuto 55 anni di età alla data del 5 gennaio 2013 e ciò sino al compimento dell'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia.

Il superamento dell’esame finale comporta il rilascio di un attestato di qualifica professionale di “Tecnico Meccatronico delle Autoriparazioni”, riconosciuto dalla Regione Calabria e valido a livello nazionale ed europeo.

 

 

SICUREZZA LAVORATORI DIPENDENTI - CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza ha in programmazione  il corso per lavoratori. A seguito della Conferenza Permanente fra Ministero delle Politiche Sociali, Ministero della Salute, Regioni e Province autonome del 21 dicembre 2011, in attuazione dell'articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, sono state definite le modalità ed i criteri relativi allo svolgimento della formazione obbligatoria per la sicurezza dei lavoratori dipendenti.

In particolare, l’Accordo Stato-Regioni prevede che la formazione sulla sicurezza dei lavoratori abbia una durata variabile in funzione del settore di appartenenza dell’azienda e sia composta da un modulo di carattere “generale “ e un modulo “specifico”.

Per tutti i settori, la formazione “generale” ha una durata di 4 ore e si pone l’obiettivo di formare i lavoratori in merito ai concetti generali di prevenzione e sicurezza sul lavoro, mentre la durata  della formazione “specifica” sarà rispettivamente di 4, 8 e 12 ore, in base al livello di rischio individuato dalla classificazione ATECO 2002_2007. Si ricorda che decorsi 5 anni dalla formazione, i lavoratori dovranno obbligatoriamente frequentare un corso di aggiornamento.

 

 

IMPRENDITORE AGRICOLO PROFESSIONALE (IAP) – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO IMPRESE COSENZA

Confartigianato Imprese Cosenza comunica che è in programmazione il corso di formazione “Imprenditore Agricolo Professionale (IAP)”.

La partecipazione alle lezioni consente l’acquisizione dell’attestato di frequenza e profitto, utile ai fini della partecipazione al bando riguardante la Misura 6 del P.S.R. Calabria 2014-2020 – Annualità 2018.

Il corso avrà una durata di 150 ore, di cui 120 in aula e 30 di stage in azienda.

La frequenza è obbligatoria e le assenze consentite non possono superare il 20% del monte ore totale.

I requisiti per l’ammissione al corso sono: 

• maggiore età; 

• diploma di scuola secondaria di primo grado.

Il percorso formativo sarà incentrato sulle tematiche relative all’acquisizione e aggiornamento di conoscenze e competenze professionali per gli imprenditori agricoli.

In particolare, gli argomenti trattati affronteranno i temi del marketing e della legislazione in materia, dell’igiene e sicurezza alimentare, della sicurezza sui luoghi di lavoro, della multifunzionalità dell’attività agricola, della gestione economica dell’azienda condotta con modalità produttive eco-compatibili.

 

 

AGENTE IMMOBILIARE – CORSO DI FORMAZIONE CONFARTIGIANATO COSENZA

È in programmazione il corso di formazione obbligatorio per l’ottenimento del requisito professionale da parte di coloro che intendono intraprendere l’attività di agente d’affari in mediazione nel settore immobiliare.

Il corso è finalizzato a fornire ai partecipanti le competenze necessarie per operare come agente d’affari in mediazione settore immobiliare e per la preparazione all’esame di abilitazione da espletare presso la Camera di Commercio.

Il percorso formativo, secondo i criteri fissati dall’art. 40 della L.R. n. 18/85, ha una durata complessiva di 80 ore.

Possono iscriversi tutti coloro che abbiano raggiunto la maggiore età e conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado.

 

 

TESSERAMENTO 2020 - AVVISO AGLI ASSOCIATI 

Si avvisano i Signori soci che, presso gli uffici territoriali di Confartigianato Imprese Cosenza, è possibile ritirare la tessera per l’anno 2020, unitamente all’attivazione di ConfApp, l’applicazione per smartphone di Confartigianato Imprese, con tutte le notizie, settore per settore, di carattere nazionale, regionale e provinciale; in quest’ultimo caso, quelle pubblicate quotidianamente da Confartigianato Cosenza.

 

 

CONFAPP, L’APPLICAZIONE DI CONFARTIGIANATO COSENZA DISPONIBILE PER IOS E ANDROID

Semplice, intuitiva e ad alto tasso d’innovazione. È ConfApp, l’applicazione per dispositivi mobili di Confartigianato Cosenza, con le notizie, gli eventi, le informazioni tecniche e le opportunità riservate agli imprenditori associati. Tutto il mondo della piccola e media impresa sempre a portata di mano ed estremamente semplice da utilizzare.

Una volta scaricata l’app, si viene profilati secondo la propria attività. Questa selezione consente all’applicazione di fornire le informazioni più utili all’associato, con riferimento al settore di appartenenza, garantendo, attraverso il proprio smartphone, tutte le informazioni occorrenti per essere sempre aggiornati.          

Per l’installazione della suddetta applicazione, basterà contattare gli uffici dell’Associazione, che seguiranno l’associato in ogni passaggio.

A quel punto,  l’imprenditore potrà avere le informazioni del proprio settore e della propria Associazione, con le notizie, gli eventi e gli appuntamenti che più lo interessano, potendo accedere, inoltre, al servizio settimanale del TG ONLINE di Confartigianato.

Un ulteriore passo di Confartigianato Cosenza, quindi, verso un futuro sempre più tecnologico ed innovativo al servizio delle imprese, fatto di personalizzazione delle informazioni e di servizi offerti agli imprenditori.

 

 

Per informazioni contattare il numero unico per l’intero territorio provinciale 0984/73955.

Per Informazioni

Viale degli Alimena, 61 - 87100 Cosenza

0984 73955

info@confartigianatocosenza.it

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